Candidature impresentabili, ora le fissa pure l’Anm

Ecco le cariche incompatibili con l’elezione al Csm. Le “preclusioni” individuate dal “sindacato” dei giudici escludono dalle suppletive di ottobre tutti i magistrati che ricoprono ruoli nell’associazionismo giudiziario.

Candidature impresentabili. Gli “impresentabili” arrivano anche al Consiglio superiore della magistratura.

Le indicazioni dell’Anm

La giunta esecutiva centrale dell’Associazione nazionale magistrati ha, in una recente delibera, indicato una serie di “cause di incandidabilità” per le toghe intenzionate a correre per un posto nell’organo di autogoverno.

A partire già dalle prossime elezioni suppletive di ottobre, in cui i magistrati dovranno scegliere i sostituti dei togati dimissionari Luigi Spina ( Unicost) e Antonio Lepre ( Magistratura indipendente).

L’elenco di incarichi e funzioni “ostative” alla candidatura al Csm è lungo.

“Non potranno candidarsi per le elezioni suppletive i magistrati che ricoprono attualmente le seguenti cariche o svolgono i seguenti incarichi”.

“Componenti della giunta esecutiva centrale e del comitato direttivo centrale dell’Anm”.

“Componenti delle giunte esecutive sezionali; presidenti, segretari e componenti delle segreterie nazionali ( variamente denominate) dei gruppi associativi; componenti dei Consigli giudiziari; magistrati fuori ruolo”.

Una svolta

La delibera, approvata in fretta e furia via mail, segna una svolta nell’associazionismo giudiziario.

E’ affidato all’Anm, una associazione di natura privatistica, il compito di selezionare le candidature al Csm.

Nel populismo imperante che pare aver dunque contagiato anche le toghe, va recisa ogni possibile “contaminazione” fra associazionismo e ruolo di consigliere del Csm.

La delibera elimina dalla mattina alla sera chiunque abbia svolto ruoli di qualsiasi peso nelle varie correnti.

Marchiando con lo stigma dell’inaffidabilità a prescindere.

Magistratura indipendente

Come fanno, però, notare le toghe di Magistratura indipendente.

Le uniche che si sono opposte al diktat dell’Anm a trazione Area, Autonomia e Indipendenza e Unicost.

“Questa delibera è un concentrato di incoerenza e di ipocrisia”.

La giunta dell’Anm”, si legge in un comunicato di Mi, “ha salvaguardato gli attuali componenti, non impegnandoli, fin da ora, con una intenzione programmatica, alla rinuncia a candidature non solo per le suppletive”.

Ma, cosa ancor più importante e rilevante, per le prossime elezioni generali del Csm.

“Impedire la candidatura a tutta una serie di profili di magistrati, salvaguardando però se stessi per il prossimo futuro, è illogico ed incoerente”.

“Ma ha un motivo semplice, in quanto una buona parte degli attuali componenti si presenterà a quelle future elezioni”,.

Insinuano le toghe di Mi, bollando l’attuale giunta Anm, di cui appunto non fanno parte, con il nome in codice “gattopardo”.

Effetto Palamara

E in effetti la decisione con cui si individua tutta una serie di condizioni “pregiudizievoli” per l’elezione nell’attuale Csm pare risentire di un’alterazione un po’ iperbolica innescata dal caso Palamara.

Tanto da riprodurre in modo persino aggravato il paradosso della procedura con cui la commissione parlamentare Antimafia individua gli impresentabili della politica in vista di qualsiasi tornata elettorale.

Se nel caso della Bicamerale, infatti, si tratta almeno di un organo istituzionale, l’Anm non è altro che un’associazione privata, appunto.

Nella nota con cui, comprensibilmente, si dissocia da questa sorta di iperbole giustizialista, Magistratura indipendente parla di “forte preoccupazione”.

Per “il rischio vendetta da parte di coloro che, sotto il vessillo di un moralismo di facciata, vogliono marchiare a fuoco il nostro gruppo e l’ambiente dei magistrati moderati.

Stupisce che tale iniziativa nasca da una giunta che non ha esitato a spaccare l’unità sindacale.

Espellendo Mi, macchiatasi dell’orrida colpa di chiedere per tutti (e non solo per i propri consiglieri) un minimo riscontro obiettivo e documentale rispetto a quanto si ventilava, al tempo, solo sui quotidiani”, si legge ancora nel comunicato.

Il trojan

Oltre a quanto emerso nel dopo cena all’hotel Champagne di Roma, con i deputati dem Cosimo Ferri, Luca Lotti e alcuni togati di Unicost e Mi, sembra che il cellulare dell’ex presidente dell’Anm, Luca Palamara, infettato con il virus trojan dai colleghi di Perugia, non abbia registrato altro di interessante.

Per la cronaca, infine, l’Anm ha anche bocciato la proposta avanzata del Pierpaolo Beluzzi, di AeI.

“Fornire un supporto telematico ai candidati, con forum di discussione sui programmi, attraverso un sistema che consenta a tutti i magistrati di partecipare direttamente e ai candidati indipendenti la concreta possibilità di essere presenti in ogni occasione”.

Fonte : Il Dubbio

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