Nel mirino le transazioni del 2017, coinvolto anche noto imprenditore. Tutti i nomi e i particolari in esclusiva.

CATANIA – Marco Petino, capo dell’avvocatura del Comune di Catania, è indagato dalla Guardia di Finanza per corruzione – secondo quanto risulta a LiveSicilia – per aver favorito la casa di cura Maria Regina in alcune transazioni a danno del Comune oggi in dissesto. In cambio, sarebbero stati versati 18mila euro, solo in parte restituiti, con i quali sarebbe stata acquistata una barca. Insieme a Petino è indagato

Angelo Borzì, uno degli imprenditori più potenti del settore servizi sociali, titolare della casa di cura Maria Regina e imputato, in un altro processo, per violazione della legge elettorale: nella sua casa di cura alcuni malati gravi hanno votato per Luca Sammartino, deputato regionale del Pd, la cui posizione è stata archiviata.

L’INDAGINE – L’inchiesta è coordinata dal nucleo sui reati della pubblica amministrazione guidato dal Pm Fabio Regolo, sotto il coordinamento del Procuratore Carmelo Zuccaro.

L’avvocato Marco Petino avrebbe adottato “atti contrari ai doveri d’ufficio, ricevendo per sé denaro” che sarebbe stato erogato tramite il conto di Maria Cinzia Vullo, cognata di Petino. I soldi provenivano da Angelo Borzì, consigliere e amministratore della cooperativa sociale Maria Regina, che gestisce, in convenzione con il Comune di Catania, una casa di riposo dal 2002 e da Lucia Fichera, moglie di Borzì, presidente del Cda della stessa struttura.

AVOCAZIONE – La data da segnare è il 21 novembre del 2017, il Comune di Catania è schiacciato dai debiti, ci sono i creditori che bussano alla porta e i servizi essenziali rischiano di essere tagliati. Petino avoca a sé tutti i contenziosi con le case di riposo, senza avvisare gli avvocati funzionari, senza chiedere al sindaco Enzo Bianco la revoca del mandato per agire in giudizio e senza dire alcunché al primo cittadino. L’avvocato capo avrebbe iniziato un comportamento “vessatorio” nei confronti degli altri avvocati del Comune di Catania che si erano occupati in primo grado del contenzioso con le case di cura.

Petino formula un parere che porta a una transazione tra il Comune di Catania e la cooperativa Villa Regina, dopo che il Comune aveva vinto in primo grado con un mandato di pagamento, effettuato dall’Ente, di quasi 45mila euro. Il 30 novembre del 2017 arriva la firma della transazione per l’importo di 255mila euro.

IL TRUCCHETTO – Il meccanismo non è semplice, il nucleo specializzato della Guardia di Finanza etnea ha rimesso in fila una mole impressionante di documenti. Petino avrebbe trasmesso, alla Direzione Servizi Sociali, solo quando era troppo tardi i decreti ingiuntivi della casa di cura Villa Regina: il Comune non poteva fare più opposizione, i decreti erano diventati esecutivi.

Pochi giorni dopo – secondo la ricostruzione degli inquirenti – Petino emette un parere favorevole a una ulteriore transazione da 2.6milioni di euro, con Villa Regina.

Ma non basta, Petino sarebbe stato autore di relazioni inviate alla Direzione Servizi Sociali, con le quali sollecitava “costantemente scrive la Procura di Catania – la stipula di transazioni con la cooperativa Maria Regina in assenza di pronunce sfavorevoli per il Comune e comunque senza mai interloquire con il Collegio di Difesa”. Petino avrebbe dovuto astenersi, “visti i rapporti anche di natura economica tra la sua famiglia e il Borzì”.

I BONIFICI – L’avvocato Petino è accusato di aver ricevuto da Borzì e Fichera un “prestito” di 18mila euro “senza alcuna pattuizione di interessi e restituito solo in parte”. Il 13 agosto del 2015 Borzì consegna 18mila euro a Cinzia Vullo con un bonifico senza causale. Pochi giorni dopo la Vullo acquista una barca di 30mila euro, dei quali 12mila euro provengono dal cognato Marco Petino, con la causale “regalia”.

L’avvocato capo è accusato anche di falso, per aver dichiarato la convenienza per il Comune di Catania di procedere con le transazioni in favore di Villa Regina e Maria Regina, sostenendo “falsamente che tra le sentenze favorevoli a Villa Regina ci sarebbe stata la sentenza n. 1712 del 2012 con la quale invero, il Tribunale aveva accolto l’opposizione a decreto ingiuntivo avanzata dal Comune di Catania e revocato il decreto ingiuntivo emesso a favore di Villa Regina”.

https://catania.livesicilia.it/2019/07/01/corruzione-bomba-sul-comune-ci-sono-indagati-eccellenti_501126/

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