La Prefettura di Agrigento aveva adottato nei confronti dell’impresa S. in persona del legale rappresentante signora L.M., con sede in Agrigento, un provvedimento interdittivo, ritenendo sussistente il rischio di un condizionamento dell’impresa da parte della criminalità organizzata. Il provvedimento interdittivo era fondato su una sentenza di condanna resa in primo grado nei confronti del padre e del fratello della legale rappresentante della società per il reato di turbata libertà degli incanti. La società proponeva un ricorso davanti al Tar Sicilia, con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Lucia Alfieri, per l’annullamento previa sospensione del provvedimento interdittivo; in particolare gli avvocati Rubino e Alfieri hanno censurato il provvedimento impugnato sotto il profilo dell’eccesso di potere, atteso che la nota prefettizia non reca alcuna motivazione in ordine alla contiguità dell’impresa con ambienti malavitosi. Il Tar Sicilia Palermo Sezione prima accoglieva la domanda di sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato, ritenendo quest’ultimo carente di motivazione circa la possibilità che l’attività d’impresa possa essere condizionata dalla criminalità mafiosa. Ma il comune di Alcamo, ricevuta dalla Prefettura di Agrigento la nota interdittiva, disponeva l’esclusione della società agrigentina e la conseguente revoca dell’aggiudicazione già disposta dell’appalto dei lavori di manutenzione ordinaria della viabilità interna ed esterna. A questo punto gli avvocati Rubino e Alfieri inoltravano una nota al Comune di Alcamo con la quale richiedevano la riammissione della società alla gara e la riconferma dell’aggiudicazione; ma il Comune di Alcamo, riottoso, comunicava che “il Comune di Alcamo non era parte del giudizio davanti al Tar e pertanto l’ordinanza non fa stato nei confronti dell’amministrazione comunale”. A questo punto la società agrigentina proponeva un ricorso per motivi aggiunti ed avanzava una richiesta di misura cautelare monocratica al Presidente del Tar Sicilia. Il Presidente del Tar Sicilia Palermo, dottor Calogero Ferlisi, ritenendo che il pronunciamento cautelare del Tar non possa limitarsi alle sole parti del giudizio ma a tutte le amministrazioni destinatarie del provvedimento prefettizio sospeso, ha accolto la richiesta di sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato, fissando la Camera di Consiglio del 18 settembre 2019 per la conferma del provvedimento in sede collegiale. Pertanto, per effetto dei provvedimenti cautelari resi dal Tar, la società agrigentina potrà mantenere l’aggiudicazione dell’appalto dei lavori di manutenzione ordinaria della viabilità interna ed esterna del Comune di Alcamo.

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