IL PROCURATORE AGGIUNTO DI AGRIGENTO, SALVATORE VELLA, È STATO RINVIATO A GIUDIZIO PER CALUNNIA NEI CONFRONTI DELL’AVVOCATO GIUSEPPE ARNONE. L’IMPUTAZIONE COATTA È STATA DISPOSTA DAL GIUDICE DAVID SALVUCCI. LA PROCURA NISSENA AVEVA CHIESTO IL NON LUOGO A PROCEDERE.

ASSIEME AL VELLA CI SONO SUB IUDICE LA SUA OMONIMA, IL MAGISTRATO ALESSANDRA VELLA E LA CANCELLIERA, SEMPRE DEL TRIBUNALE DI AGRIGENTO, DANIELA CANINO, PER LE QUALI LE INDAGINI RELATIVE AD ALTRI REATI, PRESUMIBILMENTE COMMESSI SEMPRE NEI CONFRONTI DELL’AVVOCATO ARNONE, SONO TUTTORA IN CORSO

“False accuse” ad avvocato, imputazione coatta per pm Agrigento =

“False accuse” ad avvocato, imputazione coatta per pm Agrigento = (AGI) – Agrigento, 24 gen. – Il gip di Caltanissetta David Salvucci ha disposto l’imputazione coatta per il procuratore aggiunto di Agrigento, Salvatore Vella, per l’accusa di calunnia nei confronti dell’avvocato Giuseppe Arnone. La vicenda scaturisce dal contenuto di una relazione, fatta dal magistrato il 28 gennaio del 2015 dalla quale ne e’ scaturito un processo a carico dell’ex consigliere comunale per l’accusa di interruzione di pubblico servizio. Tutto nasce da un’udienza del processo, celebrata il 15 dicembre del 2014 davanti al gup Alessandra Vella, nella quale Arnone avrebbe temporeggiato dopo la richiesta del giudice di uscire dall’aula dovuta al fatto che il procedimento si doveva celebrare a porte chiuse. Arnone, che riteneva di subire un abuso in quanto, precedentemente, l’udienza nella quale era lui stesso imputato si era celebrata in presenza di altre persone, si allontano’ solo dopo l’arrivo dei carabinieri. In seguita alla relazione del magistrato, Arnone fu condannato – con la formula del decreto penale di condanna, poi impugnato – per interruzione di pubblico servizio. L’avvocato ha querelato sia l’attuale procuratore aggiunto di Agrigento che il giudice, davanti alla quale si celebrava l’udienza, che la cancelliera di udienza Daniela Canino per le accuse di falso in atto pubblico, abuso di ufficio e, il solo Vella, per calunnia.

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