Qualche giorno fa mi ero espresso sui pianti del senatore Calderoli (Lega Nord), di Martina (ex segretario PD) e del Ministro Teresa Bellanova (Italia Viva), che tendevano a evidenziare come il “Decreto di agosto” stesse distribuendo aiuti alle imprese del Sud e non al Nord.

Abituati a “pappare” sempre soldi, anche e soprattutto quegli degli altri, questi non hanno il senso della misura, tanto che non riescono neanche a distinguere un “provvedimento per eliminare lo storico divario Nord-Sud (almeno così lo vogliono far passare).

Stiamo parlando di una somma pari a 25 miliardi, per tutto il Sud. Alla Sicilia andranno, forse, nella migliore delle ipotesi, 4 o 5 miliardi.

Ai piagnistei sopra menzionati, si aggiunge il pianto del senatore Candiani, che s’inventa la questione settentrionale e chiede aiuto al Sud: “siamo tutti italiani”.

Al suo pianto e alla Sua questione settentrionale voglio rispondere io. Senatore Candiani, parli con me e risponda:

01 – Lei sostiene che insieme alla questione meridionale esista anche una questione settentrionale. Da quando?

02 – Con questo suo post sta implorando il sostegno del meridione alla fantomatica causa settentrionale? Sarebbe veramente da pazzi! Ma su questo punto vorrei che si soffermasse con molta attenzione il mio fratello siciliano che vi vota.

Domando a lui: hai capito caro fratello? Ti sta chiedendo aiuto e sostegno per difendere le loro imprese e far dirottare soldi al settentrione a cui, in questo caso, non spettano. Sai come lo fa? Rafforzando la Lega a Roma con il tuo voto.

Ora, caro senatore Candiani, voglio concentrarmi su un tuo passaggio, quello in cui affermi che: “Gli italiani vanno aiutati tutti assieme”. Bene, su questo punto permettimi qualche domanda:

01 – Alla Sicilia, secondo l’art. 36 del nostro Statuto, vengono sottratti, somma certificata, ma sono certamente di più, 7 miliardi di euro ogni anno. Soldi che vanno a finire nelle casse di Roma e poi stornate anche da voi.

Dimmi senatore, ti è mai venuto in mente di difendere quella somma a favore dei siciliani e gridare dal palco di Pontida, o da chissà dove, che non si toccano perché, di fatto, sono nostri? Che io ricordi a memoria, no! Il denaro in eccesso fa sempre comodo.

02 – Secondo l’art. 37 del nostro Statuto, tutte le imprese che operano in Sicilia ma che hanno sede altrove devono versare le tasse alla Sicilia. Mai fatto! Sono le vostre aziende.

Perché vi prendete le nostre tasse delle imprese milanesi (banche, assicurazioni, ENI, etc etc) che invece di versare in Sicilia pagano i tributi in Lombardia, Veneto e Piemonte? Perché non fai un appello a queste regioni e ci restituite il maltolto? Il danno equivale a circa 3 o 4 miliardi l’anno.

03 – Dimmi senatore Candiani, la Legge 42 del 2009 (federalismo fiscale, basata sul principio della spesa storica, chi spende di più ha sempre di più e chi spende di meno ha sempre di meno), che fa mancare a tutto il Sud 62 miliardi di euro l’anno, ti dice qualcosa?

Eh sì! Dovrebbe dirti qualcosa, perché l’avete voluta voi. In 10 anni avete rubato a tutto il Sud 620 miliardi di euro. Perché non ti batti per il Sud, per l’Italia unita, e fai stornare quella somma che ci spetta di diritto? Ma noooo. Dimenticavo. Sei del Nord.

04 – Dimmi senatore Candiani, conosci il Fondo per la Coesione Territoriale? Dovresti conoscerlo, è il fondo per il Sud che dovrebbe distribuire fondi per lo sviluppo di tutto il Sud, affinché possa raggiungere gli stessi livelli infrastrutturali che avete al Nord.

Sai che fine hanno fatto? Con D.L. 34 del 19 maggio 2020, art. 241 ve li siete pappati per l’emergenza COVID19 in tutte le regioni del Nord. Sapevate che non potevate toccarli perché a destinazione vincolata? Lo avete fatto ugualmente!

In quelle occasioni, quando c’era da pappare, non hai avuto le lacrime e la pietà con cui stai chiedendo in questo tuo vergognoso post? Vergognati!

05 – Dimmi senatore Candiani, per il risanamento della finanza pubblica la Sicilia ha versato e versa allo Stato 1 miliardo e 380 milioni di euro ogni anno. Una cifra di poco inferiore a quella versata dalla Lombardia, che ha il doppio degli abitanti della Sicilia (10 milioni contro i circa 5 milioni nostri) e un reddito pro capite notevolmente superiore al reddito pro capite dei siciliani (42 mila euro contro 18).

Paghiamo molto di più in rapporto ai dati economici. Ha mai pensato di proporre una contribuzione inferiore per una delle regioni più povere d’Italia (o resa povera), qual è la Sicilia? No!

Ora risponda alla domanda delle domande: chi ha diviso l’Italia? Prenda armi e bagagli e se ne vada al Nord che il tempo delle bugie e degli inganni è finito!

Adriano Nicosia

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Coordinamento Nazionale

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