VENERDÌ 14 AGOSTO 2020 14.55.40

“Sette contro due” scalda l’estate della magistratura siciliana.  E’ un libro-denuncia sulla giustizia ad Agrigento e non solo.

Palermo, 14 ago. (askanews) – “Sette contro due” (prima parte), scritto dall’avvocato Daniela Principato, storico difensore di Giuseppe Arnone è, probabilmente, il libro che scalderà la già rovente estate Agrigentina e non solo. Uscito ieri nelle edicole della città dei Templi, sta già facendo discutere perché il tema trattato è la magistratura: “quando la legalità viene calpestata dai magistrati e difesa da due coraggiosi avvocati”, “chi vincerà?” si chiede l’autrice che si pone, assieme ad Arnone, sul fronte opposto ad altri sette fra magistrati, un vice questore e un sindaco di Agrigento. Giuseppe Arnone è un personaggio molto noto in Sicilia, per via delle ripetute proteste, conferenze stampa e pubblicazioni di manifesti e striscioni in varie città dell’isola, ma ha avuto modo di farsi conoscere anche “fuori casa” quando, si presentò in Emilia Romagna, sotto l’abitazione dell’allora segretario del Pd, Bersani, con un “poster bus” di denuncia. “Sette contro due” è pieno di copie di atti giudiziari, ed è ispirato alle vicende vissute da Arnone, ma è scritto dal suo difensore. Basta scorrere l’indice, per rendersi conto dell’effetto deflagrante che lo stesso potrebbe avere, soprattutto in un periodo in cui il Csm è impegnato a giudicare l’ex leader di Anm, Luca Palamara. Fra i documenti meno diffusi dai media, anche un verbale del Gip di Caltanissetta dal quale si evince che 13 fra Pm e giudici in servizio ad Agrigento, e un avvocato, sono attualmente indagati a Caltanissetta a seguito delle denunce presentate di Arnone. L’ex leader di Legambiente siciliana, che si definisce sceriffo “nel Far west di Agrigento” per le sue battaglie in difesa della legalità – è stato vicino a Paolo Borsellino e Pio La Torre ed è, secondo il pentito Di Gati nel mirino di Cosa nostra agrigentina – è stato oggetto di ben 110 procedimenti penali, e nei suoi confronti i pm hanno chiesto oltre 13 anni e mezzo di carcere, ed ha una fedina penale lunga 81 pagine ed oggi sconta le poche condanne subite (per lo più diffamazione) in regime di semi libertà. La “seconda parte” del libro, con tutta probabilità vedrà la luce ad aprile del prossimo anno, a fine pena. La premessa di questo libro – l’ultimo “La Banda Alfano e la Procura a delinquere”, era stato sequestrato nel 2017 ma, ad oggi, non è stata esercitata l’azione penale nei confronti di Arnone – è intitolata: “L’immediata incompatibilità ambientale e funzionale in Sicilia?” “di un bel po’ di altri magistrati”. Nelle 176 pagine del libro, venduto a scopo evidentemente divulgativo ad appena 3 euro e 90 centesimi, si ripercorrono vicende agrigentine corredate da inediti verbali d’interrogatori e vecchi articoli de Il fatto quotidiano al cui direttore, Marco Travaglio, e al senatore Sandro Ruotolo, il libro è dedicato. L’autrice ha pure redatto una lettera di accompagnamento-esposto, inviata, fra gli altri al presidente del CSM, Sergio Mattarella, e al P.G. della Cassazione, Giovanni Salvi, chiedendo un intervento. GCa 20200814T145535Z

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