Questa mattina ho letto la storia di Arianna, una giovane poliziotta sospesa per un vecchio tatuaggio, rimosso da tempo.

Ho una passione per i tatuaggi, che non ho mai nascosto, motivo per il quale questa notizia ha catturato la mia attenzione. Pur di raggiungere un sogno, quello di entrare a far parte della Polizia di Stato, ha cancellato un tatuaggio, sottoponendosi a dolorose sedute laser.

Premesso che non dovrebbero essere aspetti “estetici” a determinare l’appartenenza, o meno, alle nostre forze di polizia, se oggi le regole dicono che per fare il poliziotto non devi avere tatuaggi visibili, lei non ne ha.

Tra l’altro, la situazione è radicalmente mutata rispetto a quando si è avviato l’iter giudiziario: il tatuaggio non è visibile e Arianna ha lavorato in Polizia. Sembrerebbero, quindi, venuti meno i presupposti per l’esclusione dal concorso. Ciò nonostante le hanno chiesto di lasciare per sempre pistola e distintivo.

Anche per questo sentirò il Ministro dell’Interno Lamorgese, affinché faccia tutti gli approfondimenti del caso e possa valutare di rinunciare ad eseguire la sentenza.

Ad Arianna, ed ai suoi colleghi che si trovano nella stessa condizione, auguro di poter chiarire la situazione e tornare presto a servire il nostro Paese. 🇮🇹

 

Lo scrive, su Facebook, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, postando un articolo del Corriere della Sera.

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