Dopo alcuni giorni di esame di coscienza, non hanno saputo resistere e sii sono messi in contatto con le forze dell’ordine. Sarebbero i testimoni oculari dell’incidente a Viviana Parisi e il piccolo Gioele. La coppia si è presentata nei giorni scorsi a un posto di Polizia del nord Italia dove vivono per raccontare quanto visto. Sembra che non abbiano capito subito che l’appello del procuratore capo di Patti Angelo Vittorio Cavallo fosse rivolto proprio a loro. Solo in un secondo momento si sarebbero resi conto che gli inquirenti stavano chiedendo il loro aiuto. E così si sono presentati alla Polizia per dare il loro contributo. Stando a quanto trapelato, i due avrebbero riferito che il bambino dopo l’incidente “aveva gli occhi aperti”. “Gioele era vivo, in braccio alla madre, in posizione verticale e senza alcuna ferita” avrebbe detto uno dei due testimoni secondo l’ANSA. Quando è scesa dall’auto Viviana “camminava in modo veloce, ma non correva” e “nei confronti di Gioele aveva un atteggiamento protettivo”. Per il pm il teste “è attendibile”. “Sono testimoni che erano in vacanza in Sicilia e poi sono rientrati al Nord”, dice la procura. All’inizio, ha spiegato il procuratore, “avevano dei dubbi se fossero proprio loro, ma quando è stata diffusa la loro descrizione hanno capito che era quello l’incidente e si sono presentati”. La loro testimonianza ha aggiunto un tassello importante all’inchiesta, anche se non si è rivelata risolutiva.

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