L’allarme di Draghi: “I giovani non paghino i nostri errori. No a investimenti improduttivi”
“Il debito creato con la pandemia è senza precedenti e dovrà essere ripagato principalmente da coloro che sono oggi i giovani. È nostro dovere far sì che abbiano tutti gli strumenti per farlo pur vivendo in società migliori delle nostre. Per anni una forma di egoismo collettivo ha indotto i governi a distrarre capacità umane e altre risorse in favore di obiettivi con più certo e immediato ritorno politico: ciò non è più accettabile oggi”. Lo ha detto Mario Draghi al Meeting di Rimini. “Privare un giovane del futuro”, il monito dell’ex presidente della Bce, “è una delle forme più gravi di diseguaglianza”. Circa il debito pubblico, aumentato per le misure di contrasto al coronavirus, “la sua sostenibilità verrà meno se sarà utilizzata a fini improduttivi”, mentre “sarà sostenibile, continuerà cioé ad essere comprato, se utilizzato a fini produttivi: investimenti nel capitale umano, nella ricerca e altri impieghi”.

Una vera ripresa dei consumi e degli investimenti si avrà solo col dissolversi dell’incertezza che oggi osserviamo e con politiche economiche che siano allo stesso tempo efficaci nell’assicurare il sostegno delle famiglie e delle imprese e credibili, perché sostenibili nel tempo”, ha continuato l’ex presidente della Bce, nel suo discorso in occasione dell’apertura del 41° Meeting per l’amicizia tra i popoli, che ha preso il via a Rimini, secondo il quale “proprio perché oggi la politica economica è più pragmatica e i leader che la dirigono possono usare maggiore discrezionalità, occorre essere molto chiari sugli obiettivi che ci poniamo”. “L’obiettivo – ha detto – è impegnativo ma non irraggiungibile se riusciremo a disperdere l’incertezza che oggi aleggia sui nostri Paesi. Stiamo ora assistendo a un rimbalzo nell’attività economica con la riapertura delle nostre economie. Vi sarà un recupero dal crollo del commercio internazionale e dei consumi interni, si pensi che il risparmio delle famiglie nell’area dell’euro è arrivato al 17% dal 13% dello scorso anno. Potrà esservi una ripresa degli investimenti privati e del prodotto interno lordo che nel secondo trimestre del 2020 in qualche Paese era tornato a livelli di metà anni 90″, ha aggiunto.”Da questa crisi l’Europa può uscire rafforzata. L’azione dei governi poggia su un terreno reso solido dalla politica monetaria”, ha aggiunto Mario Draghi. “Nell’Europa forte e stabile che tutti vogliamo, la responsabilità – ha aggiunto – si accompagna e dà legittimità alla solidarietà. Perciò questo passo avanti dovrà essere cementato dalla credibilità delle politiche economiche a livello europeo e nazionale”.

Fonte: Il Dubbio

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