Che in Sicilia vige ancora una sorta di totalitarismo feudale è testimoniato da ciò che avveniva, ed ancora purtroppo succede, quando si tratta di osannare personaggi come Antonello Montante, dei falsi ‘apostoli dell’antimafia’ cioè, volutamente spacciati per degli eroi. Rileggendo questo articolo del 2008, pubblicato dal Giornale di Sicilia, potete rendervi conto fino a che livello di cmpromissione e dabbenaggine si spingevano tutti quanti, quando si trattava di salire sul carro di Confindustria, capitanato dal compare di due mafiosi, nonché capo di un’articolata associazione a delinquere. Ci riferiamo, ovviamente, ad Antonello Montante, già condannato a 14 anni di reclusione. Eppure a nessuno, tranne il sottoscritto e qualche altro povero disgraziato come me, è venuto in mente che il Montante oltre ad essere un volgare millantatore, era anche l’anima nera di una Sicilia che, dopo le stragi di mafia, era stata inghiottita da alcuni subdoli professionisti della mafia dell’antimafia. Certo che, leggendo gli atti processuali del Tribunale di Caltanissetta, ci risulta assai facile capire, adesso, perché i vertici dello Stato italiano e della Regione Siciliana, compresi due presidenti della Repubblica, e persino lo scrittore Andrea Camilleri, hanno portato al settimo cielo un astuto criminale come Montante. L’esercizio del potere per il potere, all’insegna di storici legami tra Stato ed antistato, tra mafia ed una certa finta antimafia, sono di sicuro un’ottima chiave di lettura per spiegare il perché si è verificato questo ennesimo corto circuito istituzionale che è durato quasi un ventennio. Ma, badate bene, la storia continua. Dopo Montante c’è dell’altro che bolle in pentola. Ci riferiamo alla maleodorante pentola di uno Stato criminale che ha già sostituito l’ex paladino dell’antimafia e la sua lobby di Confindustria, con altri finti paladini dell’antmafia. Si tratta, stavolta, di antimafiosi (si fa per dire!) low cost, meno costosi rispetto ai famelici ‘prenditori’, più che imprenditori, come Montante, che si erano accaparrati tutto quanto, dando le briciole ai politici, ai funzionari pubblici, agli esponenti delle forze dell’ordine ed ai magistrati che hanno sostenuto il suo perverso sistema di potere. No, stavolta miei cari, i nuovi professionisti della solita finta antimafia, che già imperversano da un paio d’anni, in tutte le reti televisive nazionali, li hanno reclutati garantendo loro qualche prestigioso e ben remunerato incarico e con la promessa di una candidatura alle prossime elezioni regionali e nazionali. E, vi giuro, i soggetti in questione stanno sortendo un effetto mediatico di gran lunga superiore rispetto all’ormai ex esoso e pretenzioso ‘apostolo dell’antimafia’, caduto in disgrazia. Credo che i cosiddetti poteri forti, hanno fatto ancora una volta bingo! Per almeno un altro decennio, con quel paio di nuovi ‘sedicenti professionisti dell’antimafia di facciata’ che si sono inventati, ci possono campare su ed alla grande! Come al solito a colpi di confische di beni e scioglimenti di comuni per mafia ingiusti ed ingiustificabili, e distribuendo patenti di mafia ed antimafia a destra ed a manca, a loro insindacabile piacimento. Col placet sempre, ovviamente, dei vertici delle forze dell’ordine, scelti per assicurare la continuità di un sistema di potere che ben conosciamo, ossia del solito sistema che ieri si è scoperto chiamarsi ‘sistema Montante’; oggi sappiamo già, come lo si può ribattezzare, ma non ve lo diciamo, anche perché sappiamo anche che c’è sempre in agguato qualche procuratore della repubblica, pronto ad assicurarci un trattamento di riguardo, per difendere gli attuali falsi professionisti dell’antimafia.

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