Nessun radar vede barchette, barchini, gommoni, scialuppe e barcaioli..

Gli sbarchi facili sulle coste italiane sono giornalieri.

Eppure, da oltre 40 anni esistono le boe anti-intrusione per la protezione delle coste..

Il progetto della boa di protezione delle coste è stato sviluppato negli anni 1980-1986.

In realtà la boa è paragonabile ad una mini-piattaforma, in grado di garantire una elevata stabilità anche con moto ondoso pari a forza 4.

Alcune boe equipaggiate con radar e con sistemi di localizzazione subacquei sono state fornite alla marina militare egiziana per la protezione di una importante base navale.

Lo scopo di questo sistema è quello di permettere al radar installato sulla piattaforma la localizzazione di piccole imbarcazioni, scialuppe, gommoni, etc. nel raggio di 20 miglia.

Il controllo del radar è effettuato via satellite in modo remoto da una qualsiasi località.

Il sistema di trasmissione può essere in modalità standard con tecnologia civile, oppure in modalità militare.

La boa è realizzata in acciaio inox AISI 316 per evitare qualsiasi costo di manutenzione dopo la sua installazione.

Nella configurazione più semplice sulla piattaforma è installato un radar ad alta definizione con un raggio di scoperta di 20 miglia. ( circa 35 km )

Il radar ha una potenza di uscita di 4 Kw e utilizza 8 colori.

Sulla torre delle piattaforma sono installati diversi sensori:
un fanale marino , un riflettore radar, un allarme sonoro, ed il segnalamento diurno a normativa IALA.

La boa è protetta con telecamere di sorveglianza e da un sistema di allarme.

Sulla boa è anche possibile installare una stazione meteorologica così come altri sensori per la raccolta di dati meteo-marini.

L’alimentazione elettrica è fornita da una serie di pannelli solari e da un gruppo di batterie stagne.

La boa ha una dimensione di circa 10 x 10 metri , è alta circa 12 metri, ed ha un peso di circa 25 tonnellate.

Il ponte della piattaforma si trova a circa 3 metri di altezza sul livello del mare ed è in grado di operare con mare forza 7.

L’ormeggio è realizzato con catenaria e corpo morto, oppure, su fondali elevati, con un sistema “tension leg” in grado di ormeggiare la piattaforma anche su fondali di 2000 mt.

L’immagine captata dal radar sulla boa viene inviata a terra alla stazione di comando e controllo attraverso un sistema di trasmissione satellitare.

L’operatore a terra può regolare i principali parametri del radar e può facilmente identificare qualsiasi eco sospetto.

Le immagini, opportunamente compresse, vengono inviate dalla boa a terra , in modalità standard, ogni 5 minuti.

In questo modo si riduce il tempo di utilizzo del sistema di comunicazione satellitare.

In caso di necessità l’operatore a terra può collegarsi al radar della boa in modo continuato.

Nella unità di comando e controllo vi è un primo schermo con le immagini provenienti dalla boa ed un secondo schermo ove le immagini vengono elaborate al fine di determinare facilmente la direzione e la velocità dell’imbarcazione localizzata nonché la sua posizione.

Le immagini ricevute dalla boa sono registrate nel computer di terra e, a seconda delle necessità, possono essere memorizzate fino a 6 giorni.

Insomma la tecnologia esiste da anni ed è pure di facile utilizzo..

 

Rispondi