Presso il centro culturale ‘Lo Bue’, in via Manzoni n. 53, a Racalmuto, venerdì alle 18:30, all’interno di quella che è stata denominata ‘la casa dei ricordi’, un insegnante e scrittore agrigentino, Alberto Todaro, ci racconterà le sue esperienze nel continente Africano. Assieme a lui ci saranno alcuni suoi compagni, con i quali ogni anno svolge un’importante attività di volontariato. Aiutano i bambini africani, specie quelli più sfortunati, nella loro terra d’origine. Alberto l’ho conosiuto tra i banchi di scuola, al Liceo Scientifico ‘Leonardo’ di Agrigento. Allora eravamo degli inguaribili buontemponi. Volendo mutuare il titolo di un famoso libro di Milan Kundera, eravamo alle prese con quella caratteristica ‘insostenibile leggerezza dell’essere’ che, a quell’età, ti aiuta però a compiere il grande passo verso la maturità (che parola altisonante!), senza particolari traumi. Riuscivamo a vivere ed a scherzare, accontentandoci di poco. Ci bastava una partita a calcio a Villaggio Peruzzo, una semplice tavolata tra amici e compagni di scuola, per essere felici. Forse tra i giovani di oggi, al di là dei facili paternalismi e della nostalgia di un tempo che fu, le cose continuano ad andare avanti così. Francamente non lo so bene. Sta di fatto che Alberto Todaro, da allora ad oggi, credo che non sia proprio cambiato, per lo meno nello spirito. A lui gli basta ancora poco per essere felice. Gli basta andare in Africa per aiutare quei bambini che non ce la fanno a sopravvivere senza un nostro piccolo aiuto. E scusate se è poco quello che fa Alberto, ogni anno, nelle Missioni della Tanzania. Pensate se la stessa cosa la facessimo tutti quanti! Il mondo forse sarebbe diverso, e di gran lunga migliore.

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