Scienza e tecnologia al servizio della legalità. E’ stata individuata grazie alla comparazione delle impronte rilevate sul vetro del finestrino con quelle contenute nell’Apfis (il sistema informatico di fotosegnalamento, capace di confrontare le impronte inserite dagli operatori con quelle di tutti i cartellini archiviati nella banca dati del casellario centrale di identità). Una donna, T. G., 31 anni, di origini Nissene, è stata denunciata – dalla polizia di Stato – perché ritenuta responsabile di furto aggravato di un’autovettura. La denuncia di furto era stata presentata, dalla proprietaria del mezzo, lo scorso 25 luglio, alla stazione dei carabinieri di Canicattì. Gli uomini della Scientifica del commissariato di Canicattì – che è coordinato dal vice questore Cesare Castelli –  nei giorni scorsi hanno ritrovato la vettura, una Fiat 600, nelle campagne di Canicattì. Sono scattati gli accertamenti tecnici sul veicolo e sono state ritrovate delle impronte digitali latenti lasciate sul vetro del finestrino, che maldestramente era stato prima rimosso con il taglio della guarnizione e successivamente ricollocato con il nastro adesivo. Accurati rilevi di comparazione tra le impronte rilevate e quelle contenute nel sistema informatico hanno consentito l’identificazione della presunta autrice del furto. La 31enne è risultata avere dei precedenti di polizia e penali proprio per furto, ma anche per rapina.

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