Forse e’ proprio vero, in politica nei momenti di confusione i Radicali hanno quasi sempre dimostrato di avere le idee piu’ chiare.
Non fu un caso che nel 1979 intercettarono lo scrittore Leonardo Sciascia per farlo eleggere parlamentare della Repubblica Italiana, a coronamento del suo impegno civile.
Storicamente incontrastati esperti nella laicita’ dei diritti non hanno mai fallito un colpo.
E anche questa volta dobbiamo ricorrere a loro, anzi ad uno di loro, per dissipare i nostri dubbi sul fatto se sia giusto o sbagliato votare si per ridurre il numero dei parlamentari italiani.
Mi riferisco ad Alessandro Capriccioli che nella sua rubrica “l’ennesima opinione non richiesta” dà uno spaccato chiaro sulla vicenda.
In realta’ e’ proprio vero, la proposta di riduzione non e’ altro che l’ammissione della politica che essa stessa sia una cosa brutta, perche’ fatta in gran parte da persone corrotte da tagliare, e su questo siamo tutti d’accordo.
Sostanzialmente Alessandro ci invita a riflettere su un aspetto fondamentale, ossia avendo compreso tutti che la politica cosi’ non va bene, cosa facciamo?
Invece di pressare per delle leggi elettorali che favoriscano l’ingressso di gente onesta, vorremmo di fatto garantire, votando la riduzione, i politici piu’ strutturati; per capirci quelli con piu’ voti, che non sempre sono poi i migliori?
Votare la riduzione senza altre riforme equivale a dire lasciamo stare le cose come sono.
Per ridurla ai minimi termini, come invece meriterebbe, la politica va rivista con leggi nuove, che favoriscano una nuova classe dirigente.
La politica va certamente ridimensionata, messa in condizioni di non fare ancora danni.
Ridurre i parlamentari potrebbe apparire uno sgarro, una vendetta del tipo questo posso e questo ti faccio; e in realta’ equivale a non fare nulla, non risolvendo il problema.
Dunque il rischio e’ veramente quello che una proposta apparentemente “rivoluzionaria”, proveniente dalla politica, possa invece nascondere una becera conservazione della stessa, lasciando tutto com’e’.
La riduzione dei parlamentari, pensata cosi’, potrebbe quindi rappresentare solo una finzione da parte di chi tende a farsi piu’ piccolo solo per nascondere meglio i propri grandi limiti.

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