Il sindaco di Agrigento, Calogero Firetto, ricandidato per un secondo mandato, oltre ad essere collocato negli ultimi posti, nelle graduatorie nazionali relative all’indice di gradimento da parte degli Agrigenti, 5 anni fa ha ottenuto oltre 6 mila voti in meno rispetto alla coalizione che lo sosteneva. È stato eletto infatti con una percentuale di voti inferiore del 17, 98% rispetto alle liste che lo sostenevano. Quindi non è assolutamente vero che Firetto è stato accolto con favore dagli elettori della Città dei Templi che già, nel 2015, non gradirono che un Empedoclino, seppure pompato ad arte da certi ambienti, diventasse il primo cittadino di Agrigento. Che poi, nel corso del suo mandato, la sua azione amministrativa si è caratterizzata per una ben congegnata ma vuota pomposità, è stato avvertito sia a livello locale che nazionale. Non è un caso che risulta l’ultimo tra gli ultimi sindaci d’Italia. Ora si ripropone facendosi, tra l’altro, sostenere da un deputato regionale, Carmelo Pullara, sul cui capo pende addirittura un mandato di cattura, per delle scandalose vicende legate alla malasanitá siciliana. Mentre lui personalmente è pesantemente coinvolto in tre delicate inchieste giudiziarie. Rischia quindi di decadere da sindaco nel caso in cui venisse condannato, cosa assai probabile. A questo punto, visti gli scarsi risultati amministrativi conseguiti dal Firetto, apprezzato ad Agrigento solo per il suo aplomb e per la tintura bionda dei suoi capelli, e per nient’altro di più, farebbe bene a ritirare la sua candidatura ed aspettare tempi migliori. Per il bene e la tranquillità sua e della Città di Agrigento. Del resto, già da sindaco di Porto Empedocle, è stato solo capace di provocare un grave dissesto economico che ancora oggi ha delle pesanti ripercussioni. Figuriamoci cosa sarebbe capace di combinare nel caso in cui, malauguratamente, venisse rieletto; senza tenere conto inoltre della sua spocchia, della sua ormai proverbiale arroganza e del suo spirito pseudo giustizialista.

Rispondi