Salvatore Martello, sindaco di Lampedusa e Linosa ha incontrato Papa Francesco in occasione dell’udienza con i partecipanti al progetto europeo “Snapshots from the Borders” (Voci ed esperienze dai confini) che si è tenuta nella sala Clementina del palazzo Apostolico.
“Le frontiere, da sempre considerate come barriere di divisione, possono invece diventare ‘finestre’, spazi di mutua conoscenza, di arricchimento reciproco, di comunione nella diversità; possono diventare luoghi in cui si sperimentano modelli per superare le difficoltà che i nuovi arrivi comportano per le comunità autoctone”. Lo ha detto, secondo quanto riporta l’Ansa, il Papa nell’udienza con i partecipanti al progetto con i migranti “Snapshots from the borders” che vede in prima linea Lampedusa. “Non accettiamo mai che chi cerca speranza per mare muoia senza ricevere soccorso” – ha evidenziato, riporta l’Adnkronos, il pontefice rilanciando l’appello dell’incontro “molto positivo” coi vescovi del Mediterraneo a Bari. “Tra coloro che nell’area del Mediterraneo più faticano, vi sono quanti fuggono dalla guerra o lasciano la loro terra in cerca di una vita degna dell’uomo – ha ricordato Francesco -. Siamo consapevoli che in diversi contesti sociali è diffuso un senso di indifferenza e perfino di rifiuto. La comunità internazionale si è fermata agli interventi militari, mentre dovrebbe costruire istituzioni che garantiscano uguali opportunità e luoghi nei quali i cittadini abbiano la possibilità di farsi carico del bene comune”.
“L’accoglienza e una dignitosa integrazione sono tappe di un processo non facile. – ha ammesso il Papa – Tuttavia, è impensabile poterlo affrontare innalzando muri. Di fronte a queste sfide appare evidente come sono indispensabili la solidarietà concreta e la responsabilità condivisa, a livello sia nazionale che internazionale. L’attuale pandemia ha evidenziato la nostra interdipendenza: siamo tutti legati, gli uni agli altri, sia nel male che nel bene. Bisogna agire insieme, non da soli”.

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