Quando si dice “mamma coraggio”. “Mio figlio fa uso di stupefacenti. Eccolo qua, eccolo qua. Come dobbiamo fare?”. E’ con queste parole, grosso modo, che una donna ha trascinato, qualche sera fa, il figlio in Questura. La donna, preda della preoccupazione e della rabbia nei confronti del figlio ventenne, urlando, ha chiesto “aiuto” alla polizia. Gli agenti – sempre molto sensibili in materia di prevenzione e repressione di spaccio di droghe – hanno ascoltato madre e figlio. Al ventenne, che quella sera non aveva nulla al seguito, è stato spiegato a cosa effettivamente vada incontro, quali sono i rischi e i pericoli a cui, di fatto, si espone facendo uso di droghe. Alla donna, veramente esasperata, i poliziotti hanno garantito tutto il loro pieno e concreto appoggio per tenere d’occhio il giovane. Si tratta però di un maggiorenne che è, di fatto, libero di fare quello che vuole. Il reato è spacciare droga, non consumarla. I poliziotti, questo è scontato che accada, proveranno a tenere d’occhio il ventenne agrigentino così come tutte le persone che frequenta, provando concretamente ad aiutarlo per evitare che cada nel tunnel della droga.

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