Ignazio Cutrò, testimone di giustizia e presidente della associazione azionale “Testimoni di Giustizia” racconta della paura che torna a farsi sentire con maggiore forza: “Sono stato seguito, pedinato da una moto e da una autovettura. Per ben due volte ho denunciato alla stazione dei carabinieri di Bivona e alla Prefettura di Agrigento. I due episodi, uno risalente al mese di luglio e l’altro non più tardi di qualche giorno fa, sono stati da me debitamente segnalati, ma non ho avuto alcun riscontro da parte dei carabinieri di Bivona, né dal prefetto di Agrigento. Non sono sereno, anzi sono preoccupato e temo per l’incolumità della mia famiglia”.
“Se pensano di intimidirmi sappiano che io non lascio la mia terra e resterò a Bivona perché sono un cittadino fiero e orgoglioso della scelta di denunciare le famiglie mafiose della Bassa Quisquina e di avere promosso e sostenuto l’approvazione di leggi a favore di coloro che denunciano le mafie – ha aggiunto – . Alle istituzioni chiedo semplicemente di avviare le indagini sui due episodi inquietanti da me denunciati. Penso sia un mio diritto essere ascoltato e rasserenato visto e considerato che, assieme alla mia famiglia, viviamo momenti di angoscia”.

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