Siracusa. Ci è capitato di leggere un aberrante articolo scritto da Fabio Repici sul sito on line Stampalibera, di cui è editore e direttore il giornalista-fotografo freelance Enrico Di Giacomo, in cui il direttore del Diario, Pino Guastella, viene accusato di avere dato ospitalità all’esposto inoltrato dal boss siracusano Alessio Attanasio a seguito della sottrazione delle tre pagine del quotidiano La Repubblica, contenenti l’inchiesta giornalistica sul caso Antoci. Secondo l’avvocato Repici il dottor Attanasio non può condividere le accuse mosse dai giornalisti del quotidiano La Repubblica ad Antoci, al senatore Lumia, ai servizi segreti e ai giornalisti dell’antimafia “fasulla e pericolosa rappresentata da Confindustria che è già finita nelle indagini della Procura e della Squadra Mobile di Caltanissetta…” e soprattutto non può schierarsi, lui che è un mafioso, dalla parte delle Procure antimafia, del presidente della Commissione regionale antimafia, Claudio Fava, del Commissariato di PS di Barcellona Pozzo di Gotto. E ha attaccato il direttore del Diario ricordando che “è stato arrestato per avere intascato del denaro da parte dell’avvocato Piero Amara per scrivere degli articoli diffamatori contro i Pubblici Ministeri Marco Bisogni e Tommaso Pagano, omettendo però di riportare l’ordinanza del Gip Maria Vermiglio con la quale venivano revocati gli arresti domiciliari in “quanto da ulteriori accertamenti investigativi è emerso che l’avvocato Amara era divenuto il finanziatore de “Il Nuovo Diario di Guastella Giuseppe”. E’ calunniosa l’accusa rivolta al Direttore del Diario, da parte di un avvocato qual è Fabio Repici, il quale, tra l’altro, dimentica di dire – o è stato il suo informatore componente dell’antimafia fasulla e pericolosa a non dirglielo – che la Procura di Messina non ha prodotto un articolo del Diario contenenti frasi diffamatorie contro i magistrati Bisogni e Pagano e il Gip Vermiglio non ha esibito alcuna querela formulata dai pm Bisogni e Pagano contro il giornalista Pino Guastella. Ma, a prescindere dalle accuse rivolte al direttore del Diario – è il contenuto dell’articolo che ci lascia molto ma molto perplessi. Che si tratti di sviamento, di depistaggio, di diffamazione od altro, non tocca a noi dirlo. Certo che è strano associare ciò che pensano e dicono dei mafiosi, con ciò che scrivono e dichiarano, per esempio, il presidente della Commissione Regionale Antimafia, Claudio Fava ed il giornalista Attilio Bolzoni. È pesante ed assolutamente fuorviante sostenere che i due, un affermato giornalista d’inchiesta del quotidiano La Repubblica ed il presidente dell’Antimafia Regionale, dicono e pensano la stessa cosa dei boss di mafia. E questo avviene non appena, sempre i due ‘avversari’ (a loro modo di vedere) di Lumia & company, si sono occupati (da qualche anno a questa parte), del probabile finto attentato all’ex presidente del parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci e delle ‘eroiche’ marachelle ‘antimafiose’ del giornalista Paolo Borrometi. Come è noto Antoci e Borrometi sono forse gli ultimi prototipi di laboratorio dell’officina dell’antimafia, presumibilmente di facciata. Di sicuro, recentemente un po’impacciata e poco credibile.
L’avvocato Repici, in questi giorni, si sarà svegliato male, e si è messo a scrivere ed ha pubblicato un articolo in cui si prendono di mira, oltre ai due suddetti autorevoli soggetti, anche alcune Istituzioni dello Stato, quali la Procura e la Squadra Mobile di Caltanissetta. Repici, chi era costui, avrebbe scritto Alessandro Manzoni…
E’ un avvocato, è la voce di Lumia. Il suo è un segnale che viene lanciato alla Procura ed alla Questura nissene, che stanno indagando, assieme a tanti altri uffici investigativi e giudiziari siciliani, sull’ex presidente della Commissione Nazionale Antimafia, l’ex senatore Beppe Lumia, recentemente caduto in disgrazia. Il Lumia, tra i numerosi scandali giudiziari, risulta coinvolto anche a Caltanissetta, nell’ambito dei vari procedimenti relativi al cosiddetto ‘Sistema Montante’. Ecco che, probabilmente, attraverso questa ‘requisitoria’, questa difesa giornalistica d’ufficio, dell’amico-avvocato di Lumia, è stato lanciato un segnale, anche al CSM, che deve nominare il nuovo Procuratore di Caltanissetta, dopo che Amedeo Bertone, a settembre scorso, se n’è andato in pensione. Della serie, state attenti che siamo pronti a sparare bordate, di qualsiasi natura e fattura, anche contro le Istituzioni dello Stato, se solo continuate ad indagare su Lumia, fraterno amico di Antonello Montante, l’ex falso paladino dell’antimafia, già condannato a 14 anni di reclusione per associazione a delinquere, corruzione e spionaggio.

https://www.diario1984.it/2020/10/06/casi-antoci-e-borrometi-lavvocato-amico-di-lumia-spara-a-zero-contro-fava-bolzoni-procure-e-questure/

 

Rispondi