Con la presente intendo replicare a quanto affermato, il 6 ottobre, dall’avv. Fabio Repici, su Antimafia Duemila riguardo al blog Italy Flash e sul  mio conto. Credo di averne tutto il diritto, alla luce delle considerazioni espresse, attraverso un linguaggio allusivo e tendenzioso che di seguito riporto.
 ‘Quanto a quell’altra testata, «Italy Flash», il cui attore protagonista è Salvatore Petrotto, davvero i commenti sono superflui, sulla testata e su Petrotto. Basta leggere quel che sono capaci di pubblicare o conoscere la storia di Petrotto. Che pure Fava e Bolzoni immagino conoscano’.
Gradirei, a questo punto, sapere  dal Repici qual è, a suo modo di vedere, la mia storia. Nel contempo vorrei pure conoscere la sua storia. Vorrei capire quali sono i suoi rapporti con Beppe Lumia, l’eminenza grigia per eccellenza dell’antimafia degli affari, una delle principali architravi del cosiddetto ‘Sistema Montante’, che è anche il titolo di un mio libro dedicato ad Antonello Montante, l’ex paladino dell’antimafia già condannato a 14 anni di reclusione. A beneficio, sempre del Repici, faccio presente che nelle sedi giudiziarie  sono in molti a sostenere che trattasi di ‘sistema Lumia’, più che di ‘sistema Montante’. E poi vorrei capire, visto che lei parla, ritengo un po’ a sproposito, di chi guarda il dito e non la luna, a proposito delle vostre contorte vicende di ‘professionisti dell’antimafia’,  rivolga quel suo dito accusatore, più che verso il sottoscritto, verso il suo dante causa ed entri, cortesemente, nel merito delle questioni da me sollevate. Voi sedicenti oracoli dell’ortodossia antimafiosa, non potete continuare a dribblare i problemi, continuando a spacciare per vere delle storie che, tutt’al più sono verisimili, per non dire false. Non potete continuare a rifilarci dei falsi eroi, dei falsi miti dell’antimafia quali l’amico del suo amico Lumia, Antonello Montante, od ancora i vari Helg, Saguto, Candela e chi più ne ha più ne metta. Ci lasci a questo punto, sulla scorta di prove, documenti e testimonianze, coltivare i nostri sacrosanti dubbi riguardo alle vostre ultime creature dell’antimafia parolaia e cialtrona. Legga piuttosto, con molta attenzione, cosa sono riuscito a percepire, guardi un po’, dopo anni ed anni di vostre ormai vetuste e superate finzioni. Rinunci, e non solo lei, almeno per una volta,  alla sua malcelata e neghittosa riottosità nei confronti di chi, sicuramente, ha una storia diversa dalla sua. Io, infatti, non conosco Montante e non sono mai stato amico di Lumia. Lei, non può dire la stessa cosa.
Ad ogni buon conto, come si suole dire in questi casi, repetita iuvant. Sulla scorta di quanto da me scritto sul caso Repici-Lumia-Montante-Antoci-Borrometi, ripropongo quanto già scritto, nella speranza che qualcuno guardi veramente la luna, ed in primis l’avv. Repici…
Che si tratti di sviamento, di depistaggio, di diffamazione od altro, non tocca a noi dirlo. Certo che è strano associare ciò che pensano e dicono dei mafiosi, con ciò che scrivono e dichiarano, per esempio, il presidente della Commissione Regionale Antimafia, Claudio Fava ed il giornalista Attilio Bolzoni. È pesante ed assolutamente fuorviante sostenere che i due, un affermato giornalista d’inchiesta del quotidiano La Repubblica ed il presidente dell’Antimafia Regionale, dicono e pensano la stessa cosa dei boss di mafia. E questo avviene non appena, sempre i due ‘avversari’ (a loro modo di vedere) di Lumia & company, si sono occupati (da qualche anno a questa parte), del probabile finto attentato all’ex presidente del parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci e delle ‘eroiche’ marachelle ‘antimafiose’ del giornalista Paolo Borrometi. Come è noto Antoci e Borrometi sono forse gli ultimi prototipi di laboratorio dell’officina dell’antimafia, presumibilmente di facciata. Di sicuro, recentemente un po’impacciata e poco credibile.
L’avvocato Repici, in questi giorni, si sarà svegliato male, e si è messo a scrivere ed ha pubblicato un articolo in cui si prendono di mira, oltre ai due suddetti autorevoli soggetti, anche alcune Istituzioni dello Stato, quali la Procura e la Squadra Mobile di Caltanissetta. Repici, chi era costui, avrebbe scritto Alessandro Manzoni…
E’ un avvocato, è la voce di Lumia. Il suo è un segnale che viene lanciato alla Procura ed alla Questura nissene, che stanno indagando, assieme a tanti altri uffici investigativi e giudiziari siciliani, sull’ex presidente della Commissione Nazionale Antimafia, l’ex senatore Beppe Lumia, recentemente caduto in disgrazia. Il Lumia, tra i numerosi scandali giudiziari, risulta coinvolto anche a Caltanissetta, nell’ambito dei vari procedimenti relativi al cosiddetto ‘Sistema Montante’. Ecco che, probabilmente, attraverso questa ‘requisitoria’, questa difesa giornalistica d’ufficio, dell’amico-avvocato di Lumia, è stato lanciato un segnale, anche al CSM, che deve nominare il nuovo Procuratore di Caltanissetta, dopo che Amedeo Bertone, a settembre scorso, se n’è andato in pensione. Della serie, state attenti che siamo pronti a sparare bordate, di qualsiasi natura e fattura, anche contro le Istituzioni dello Stato, se solo continuate ad indagare su Lumia, fraterno amico di Antonello Montante, l’ex falso paladino dell’antimafia, già condannato a 14 anni di reclusione per associazione a delinquere, corruzione e spionaggio.
Salvatore Petrotto

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