Al magistrato in pensione Alberto Di Pisa, a gennaio del 2018, veniva conferito dal Presidente della Regione, Nello Musumeci, l’incarico di commissario straordinario del Libero (?) Consorzio dei Comuni di Agrigento, ossia l’ex Provincia Regionale. Spulciando una serie infinita di norme e sentenze, in parte riconducibili alle disposizioni contenute nella cosiddetta legge Madia, risalente al 2014, sembrerebbe vietato conferire incarichi come quello del Dott. Di Pisa. Tali disposizioni prevederebbero, ed il condizionale è d’obbligo, che nessun pensionato può ricoprire incarichi analoghi o uguali a quello dell’ex magistrato Di Pisa, se non a titolo gratuito e per la durata massima di un anno. A questo punto chiediamo al Presidente della Regione Musumeci ed alla sezione consultiva della Corte dei Conti se, nel caso in questione, è prevista una speciale deroga. In caso contrario, con la presente, si invitano le competenti Autorità a provvedere di conseguenza, revocando, in autotutela, l’incarico in questione; adoperandosi anche nel recupero degli eventuali indebiti emolumenti corrisposti al Dott. Di Pisa.

Di seguito riportiamo uno dei tanti riferimenti normativi che regolano la materia relativa agli incarichi pubblici, come quello ricoperto dall’attuale commissario straordinario dell’ex Provincia Regionale di Agrigento…

“Con la novella normativa del 2014 (articolo 6 del decreto-legge 90 del 2014, rubricato “Divieto di incarichi dirigenziali a soggetti in quiescenza”) il legislatore, “con il chiaro intento di realizzare risparmi di spesa” (Sez. Piemonte 66/2018), estende la latitudine soggettiva del divieto ai “soggetti già lavoratori privati o pubblici collocati in quiescenza”. Sotto il profilo oggettivo il divieto è esteso a “incarichi dirigenziali o direttivi o cariche in organi di governo delle amministrazioni [pubbliche] e degli enti e società da esse controllati, ad eccezione dei componenti delle giunte degli enti territoriali e dei componenti o titolari degli organi elettivi”. Si introduce in questo contesto la possibilità di attribuzione limitata a titolo gratuito (“Incarichi e collaborazioni sono consentiti, esclusivamente a titolo gratuito e per una durata non superiore a un anno, non prorogabile né rinnovabile, presso ciascuna amministrazione”).2.3. Nel 2015 viene introdotto un temperamento nella limitazione degli incarichi gratuiti: resta il limite di un anno e l’impossibilità di proroghe e rinnovi per i soli incarichi dirigenziali e direttivi, mentre si consente per gli altri la possibilità di conferimento, senza limiti, purché a titolo gratuito. (“Gli incarichi, le cariche e le collaborazioni di cui ai periodi precedenti sono comunque consentiti a titolo gratuito. Per i soli incarichi dirigenziali e direttivi, ferma restando la gratuità, la durata non può essere superiore a un anno, non prorogabile né rinnovabile, presso ciascuna amministrazione”).2.4. La ricostruzione normativa consente di rispondere negativamente, senza ulteriori indugi, al primo quesito: non è possibile conferire incarichi negli organi di governo degli enti e società controllate da pubbliche amministrazioni, con corresponsione del relativo compenso, a coloro già titolari di pensione e collocati in quiescenza. È ammesso esclusivamente, senza proroghe o rinnovi, il conferimento gratuito per un anno.2.5. La locuzione utilizzata dal legislatore per delimitare l’ambito soggettivo della disposizione, nella riformulazione richiamata al punto 2.2 è “soggetti già lavoratori privati o pubblici collocati in quiescenza”.

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