Non voglio alcun confronto tra Firetto e Miccichè. Credo di conoscere abbastanza Firetto e, sinceramente, non voglio più sentirlo o sentirne parlare. Quindi, anche a voler scegliere per esclusione, gli Agrigentini voteranno per FRANCO MICCICHÈ, UN VERO GALANTUOMO, UNA PERSONA UMILE, UMANA E, UDITE UDITE, ANCHE MOLTO BRAVO E CAPACE. La parola, per lui, per Firetto cioè, adesso passa ad altre Autorità. Le stesse alle quali si è sempre rivolto lui, sottobanco, per abbattere i suoi avversari, seguendo una via tutta sua, quella che gli suggeriva il suo mentore, Andrea Camilleri. Dei suoi casi, anzi dei suoi casini giudiziari, del ‘sistema Firetto’ per intenderci, fatto di falsità, ipocrisie e di tanta impostura mediatico giudiziaria, credo che se ne stia occupando il Commissario Motalbano.

Ecco chi è Firetto, un falso garantista, uno spocchioso giustizialista che si scaglia ed inveisce contro chi tenta di svelare qual è il suo vero volto.

Vuole impedire, minacciando querele a destra ed a manca, che gli Agrigentini sappiano queste ed altre verità che lo riguardano.

1) Sarà processato per avere esposto al pubblico ludibrio un avvocato agrigentino, diffamandolo attraverso la diffusione di dati riservati ed ergendosi a giustiziere della notte.

2) La Procura della Repubblica di Agrigento ha reiterato più volte la richiesta di processarlo, a partire da novembre prossimo, per avere provocato, commettendo il reato di falso in bilancio, il dissesto finanziario del Comune di Porto Empedocle.

3) È sotto inchiesta per abusivismo edilizio, con tanto di sequestro definitivo da parte della Cassazione del castello Colonna di Joppolo e se, con tutta probabilità, verrà condannato, in caso di sua rielezione, sarà immediatamente rimosso da sindaco.

4) C’è un’altra delicata inchiesta che lo riguarda, in corso a Caltanissetta, che verrà definita entro il mese di ottobre, davanti al giudice David Salvucci, per dei posti di lavoro e delle parcelle garantiti, rispettivamente, a due suoi cognati ed a sua moglie, quale contropartita a lui garantita dall’ENEL e da GIRGENTI ACQUE, nell’ambito di un presunto scambio corruttivo.

Salvatore Petrotto

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