Campobello di Licata (Ag) 13 ottobre 2020 – “L’aumento della Tari per i cittadini di Campobello di Licata così come disposto dal sindaco Picone era illegittimo e l’amministrazione dovrà adesso risarcire gli utenti. Anche il consiglio di Giustizia amministrativa ha dato ragione ai cittadini contro il tentativo di far passare in sordina un aumento spropositato del costo della raccolta dei rifiuti”. A dichiararlo sono gli attivisti del gruppo del Movimento 5 Stelle di Campobello di Licata a proposito della sentenza di secondo grado del CGA che ritiene con la sua sentenza, illegittimo l’aumento della Tari del 2018. “I cittadini di Campobello di Licata – spiegano gli attivisti M5S – hanno nuovamente vinto contro il sindaco Picone che voleva opporsi alla sentenza di primo grado che annullava la delibera nel quale il Consiglio comunale deliberava un aumento (di circa il 30%) della tariffa del tributo sui rifiuti (di seguito T.A.R.I.) per l’anno 2018 rispetto a quanto era stato stabilito nella deliberazione dell’anno precedente in merito alla T.A.R.I. per l’anno 2017. Era il pomeriggio di un Giovedì Santo, il 29 Marzo del 2018 e dopo anni senza aumenti significativi improvvisamente i cittadini di Campobello si ritrovano con un aumento spropositato del costo della tari. Giuseppe Sicilia e Davide Lo Leggio del Meetup 5 stelle, candidati alle elezioni comunali del 2017 con il simbolo del M5S (rispettivamente come sindaco e consigliere), assistono a questo consiglio comunale anomalo e ne fanno una diretta streaming, si chiedono ovviamente come mai negli anni precedenti non vi era stato nessun aumento o di poco rilievo e proprio nel 2018 l’amministrazione, dopo le elezioni, propone una mazzata di tale portata. Si susseguono banchetti informativi e raccolta firme che vedono coinvolti gli attivisti del M5S e i deputati regionali del M5S che in quel periodo annoverava tra le proprie fila Giovanni Di Caro, Francesco Cappello e Matteo Mangiacavallo. Scatta quindi il ricorso al TAR, affidato allo studio dell’Avvocato Giurdanella, che dà ragione ai cittadini, intimando il comune a riportare la situazione alla tassazione del 2017 con effetto immediato. Il sindaco Picone non soddisfatto, ricorre in appello presso il CGA (chiedendo per altro la condanna alle spese legali dei cittadini che hanno fatto ricorso) continuando a spendere soldi dei cittadini in cause legali. Ebbene trascorso un anno il CGA si è espresso, bacchettando tra l’altro la condotta del sindaco e dell’amministrazione in quanto ‘non è consentito – si legge nella sentenza – caricare gli oneri degli anni precedenti sul costo della tari in un anno diverso’ e stigmatizza l’azione dell’amministrazione con la mancanza di previsione corretta del costo dei servizi negli anni precedenti. La sentenza dice tutto: la delibera consiliare del 29 Marzo 2018 è dichiarata nulla! L’aumento era illegittimo e adesso deve essere restituito ai cittadini il maggior aumento. In un periodo di profonda crisi una boccata di ossigeno per le famiglie e attività commerciali di Campobello. Il Meetup 5 Stelle Campobello aveva provato a suggerire misure alternative per evitare questo stato di cose, come ad esempio l’accesso ai fondi gratuiti per i bandi  relativi ai centri di compostaggio di prossimità per iniziare a risparmiare sul costo complessivo della tari e molte altre iniziative di tenore simile, ovviamente nulla di tutto ciò è stato fatto o accolto dal sindaco e dall’amministrazione. Oggi la sentenza riporta il costo della tari ai livelli del 2017, sempre alti ma sicuramente più tollerabili rispetto a quello che è stato stabilito sempre dall’amministrazione Picone bis nel 2018″ – concludono gli attivisti M5S.

 

Rispondi