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Questa campagna elettorale ad Agrigento a molti non è piaciuta, soprattutto negli ultimi giorni perché prima di votare ed eleggere un Sindaco, il popolo dovrà scegliere su due impostazioni di governo che per naturale conseguenza delle cose non possono essere copia e incolla.

I due competitor Franco Miccichè, primo classificato il 5 ottobre e Lillo Firetto sfidante ad inseguire non si giocano solo una partita che comunque andrà a finire lunedì 19 ottobre alle 14.00,ci sarà un responso finale, c’è di mezzo il governo della città si spera per i prossimi cinque anni.

Cosa non ha funzionato in questo ultimo scorcio di competizione elettorale: nulla o quasi, perché ? Dopo un primo turno dove sostanzialmente il livello della battaglia elettorale era rimasta relegata alle piccole scaramucce elettorali con il risultato francamente non me ne voglia Franco un po’ a sorpresa, si sono surriscaldati gli animi.

Diciamoci la verità: soprattutto i fedayn un po’ di tutte le due parti hanno iniziato un gioco al massacro che ha diviso la città.

Non c’erano più i candidati,Miccichè e Firetto,le squadre di governo,i partiti, ma c’erano sacche di livore e veleno che hanno travalicato la normale contrapposizione politica ed elettorale. Cui Prodest ?

Chiunque dovesse vincere non avrà un cammino facile, si deve innanzi tutto far decantare il clima politico e sociale e lavorare tutti per un obiettivo: ricreare le condizioni che Agrigento non è né di questo o di quello,né di una lobby, né di gruppi organizzati, Agrigento è la risultante del termometro della vita sociale ed economica del popolo.

Chi sarà eletto Sindaco,non sarà il Sindaco di una parte,di reggicoda e di questuanti pronti a cavalcare la tigre,il Palazzo di città è della gente che paga i tributi,che vuole partecipare alla vita pubblica che vuole essere coinvolta nei processi di governo e decisionali e avere servizi civili.

Non ci vogliono eroi,borghesi o intellettuali o criticoni dell’ultima ora. Qui ci vuole una guida che possa essere al servizio di tutti.

Deciderà il risultato del voto la periferia ? E’ probabile.

Decideranno i programmi,i video martellanti, gli spot e le autogestite ? No.

Il popolo sta valutando su due uomini che caratterialmente sono diversi ma hanno valori condivisi: il rispetto della Istituzioni e della cosa pubblica.

I limiti di Miccichè e Firetto sono spesso i consigliori che alimentano una sorta di guerra chimica dove non si capisce chi è lo stratega di queste operazioni che determinano una spaccatura sociale e fanno germogliare il deep-state il governo invisibile con tutti i personaggi che nei due schieramenti imperano per tornaconti personali.

Io l’ultimo consiglio che umilmente do ai due competitori è: governare è ascolto, è il termometro, è sempre il cittadino l’arbitro del Sindaco.

Se c’è un campanello d’allarme, se c’è una richiesta, se c’è una protesta vuol dire che c’è un malessere. Non sottovalutatela.

Domenica e Lunedì gli agrigentini voteranno liberamente ed eleggeranno il Sindaco.

Dal giorno dopo il nuovo primo cittadino a prescindere dalla percentuale dell’elezione, deve spegnere gli asti, i rancori e le personalizzazioni, se non lo farà anche se avrà vinto, non avrà la serenità, l’equilibrio e la responsabilità di poter governare Agrigento nell’interesse dell’intera comunità.

Moderazione e non aggressività, collegialità e non collateralismo. Buona amministrazione significa questo.

Buon Voto a tutti e che il Telamone e il popolo possano rialzarsi

 

fonte sicilialive24

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