L’Autonomia del Sud porterebbe quelle infrastrutture e servizi che mancano da sempre!

Non dovete credere alla favola che al Sud si spende più del Nord.

Vi faccio solo un esempio. Per Autostrade e Ferrovie, in Sicilia, nel Dopoguerra si è speso meno di un decimo rispetto al Centro Nord Italia; tant’è che per arrivare da Trapani a Messina, col treno, bisogna partire due giorni prima! Non parliamo delle strade che collegano Ragusa, Gela, Licata, Agrigento, Sciacca e così via… Un disastro!

E quando parliamo di strade statali, di ferrovie, anch’esse statali, di aeroporti o porti, forse che non ci riferiamo a tutto ciò che lo Stato Italiano non ha mai realizzato, in modo particolare, in Sicilia? Trattandosi di infrastrutture statali, la colpa di chi è se da noi i treni vanno a trenta all’ora, con un binario unico, così come nell’Ottocento, mentre da Roma a Milano si viaggia, con l’Alta Velocità, addirittura ad oltre 500 all’ora? Certo che bisogna anche non farsi rappresentare e governare sempre dagli stessi soggetti o dai loro discendenti e/o discepoli, mi riferisco, ad esempio, ai vari Cuffaro, Lombardo, Crocetta ed Alfano, soggetti tutti quanti al servizio di chi ha solo voluto il disastro della Sicilia, la povertà più assoluta, per meglio soggiogare il popolo siciliano che ormai è costretto a vendersi per un tozzo di pane!

Se, secondo tutte quante le statistiche ufficiali, per povertà, disoccupazione e carenza infrastrutturale, siamo la terra più povera e disgraziata d’Europa lo dobbiamo ad uno Stato Italiano che, condizionando tutti quanti gli organi di informazione in maniera devastante, mistifica, confonde le idee, propala false informazioni utili a ‘fottere’ i soldi alla Sicilia ed ai Siciliani. Da sempre ci dicono che i Siciliani siamo semplicemente degli assistiti, quando in realtà il nostro Stato (canaglia!), in materia di infrastrutture (strade, autostrade, ferrovie porti ed aeroporti) oltre che per la scuola, la formazione, la ricerca e l’innovazione tecnologica, in Sicilia, negli ultimi 40 anni, ha investito meno di un decimo rispetto alle altre aree sviluppate del Centro Nord Italia. Ciò è riscontrabile non solo spulciando i bilanci dello Stato Italiano, ma anche facendosi un giro per la Sicilia. Quando si dice che lo Stato è assente significa proprio questo che da noi non vengono spese le risorse finanziarie dello Stato! Per non parlare degli oltre 10 miliardi di euro di fondi europei della programmazione 2007/2013, irrimediabilmente persi in Sicilia a causa dello scarica barile tra Stato e Regione Siciliana (quella dove ancora siedono i nostri politici venduti!) ! Od ancora non parliamo degli oltre 5 miliardi di euro di tasse non pagate, solo negli ultimissimi anni, dalle grandi imprese che operano in Sicilia nel settore dell’estrazione e raffinazione dei prodotti petroliferi e non solo!

Eppure ci hanno pure convinto che siamo degli sporchi parassiti, grazie a degli abili giornalisti, velinari, pennivendoli e ventriloqui a pagamento, assoldati dalle TV nazionali (RAI, MEDIASET, La 7) od ancora da giornali quali Il Corriere della Sera o La Stampa di Torino.

Finiamola, ribelliamoci, chiedendo quelle svariate decine di miliardi che lo Stato ci deve e poi andiamo per la nostra strada, visto che l’Unità d’Italia ci ha solo penalizzato, a partire da quel fatidico 1860, quando Garibaldi pensò bene di regalare le nostre terre, le nostre ricchezze (si ricorda sempre che nell’Ottocento, il Regno delle due Sicilie era la terza potenza economica al mondo, dopo l’Inghilterra e la Francia), le nostre genti, le nostre sorti, ai Savoia, ipotecando per sempre qualsiasi nostra prospettiva di sviluppo, riducendoci in un’irrimediabile stato di schiavitù, tanto da risultare oggi in Europa, gli ultimi tra gli ultimi!

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