E’ partito stamani il messaggio e-mail (il testo integrale è allegato alla presente) indirizzato al Premier Conte, al Ministro per le Infrastrutture Paola De Micheli, al Presidente della Regione Sicilia,  Nello Musumeci, e al Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, Donato Toma.
Il Popolo della Famiglia Firenze si riferisce alla notizia, dalla “Gazzetta del Sud online” in data di ieri,  secondo la quale

«Le soluzioni che abbiamo proposto per un tunnel galleggiante sottomarino nello Stretto di Messina è un progetto che rappresenta in qualche maniera una sintesi di tutte le nostre capacità e tecnologie che noi utilizziamo nei nostri progetti a applicati a un campo differente. Negli anni abbiamo saputo mettere in campo una serie di tecnologie funzionali allo sviluppo di progetti come un tunnel di attraversamento sottomarino dello Stretto di Messina», queste le dichiarazioni rilasciate ieri, nel corso di un media briefing, dall’amministratore delegato di Saipem, Stefano Cao.

Pier Luigi Tossani, referente del PdF per Firenze, dichiara:
“riteniamo che restino sempre valide, anche se datate, e anche per l’ipotesi di tunnel flottante, le osservazioni di fondo – anche citate da esperti terzi – che abbiamo riportato al capitolo 1 del nostro dossier, a proposito del Ponte a campata unica:
“Un’infrastruttura inutile, anzi critica per il sistema dei trasporti: il ponte era stato concepito per servire il traffico di lunga distanza da e per la Sicilia; invece nello Stretto resterà in futuro sempre più una mobilità locale. Infatti il trasporto di lunga distanza ha subito nelle ultime fasi fortissime trasformazioni: gli spostamenti hanno abbandonato gomma e ferrovia, per aerei (i passeggeri) e navi (le merci). Gli attraversamenti di lunga distanza tra Messina e Villa e viceversa erano computabili in oltre undici milioni di unità nel 1985, sono calati a poco più di sei milioni e mezzo nel 2006 ed il trend in discesa prosegue.
Intanto la Sicilia è passata da due aeroporti e tre piste a sei aeroporti e una dozzina di piste (traffico aereo, nello stesso periodo, +3200% circa!) ed ha scoperto di avere una decina di porti industriali, utilizzati poco o nulla, che stanno assumendo sempre più la configurazione di terminal commerciali. “Credevamo di studiare un’infrastruttura, invece studiavamo un monumento” hanno commentato i migliori studiosi di economia dei trasporti”.
(…)
Intanto, come osserva giustamente l’ing. Ziparo (ancora nella sua scheda a pag. 13), è certo che col Ponte si pregiudicherebbe il lavoro sicuro che è garantito dal complesso sistema dei traghetti, che abbiamo già.
 
Tossani seguita:
 
“Come è noto, il nostro Paese, che già da lunga pezza soffriva strutturalmente di un enorme debito pubblico consolidato, dovuto a sprechi macroscopici, si trova al momento in una condizione di crisi finanziaria ancor più grave, dovuta alla difficoltà di reperire con urgenza le ingenti risorse collegate all’emergenza sanitaria. Si parla, fra maggiori spese e “ristori” da erogare con sollecitudine alle numerose e sempre più estese categorie di cittadini in maggior sofferenza, di ulteriori decine di miliardi di euro. 
 
Abbiamo ben compreso come si pensi, in molti centri decisionali istituzionali, che gli investimenti in grandi, anzi grandissime e costosissime opere pubbliche, anche improbabili e di dubbia utilità, come il collegamento stabile fra Sicilia e Calabria, siano da intendersi come volano per la ripresa e la “crescita”. Il buon senso e il principio della “diligenza del buon padre di famiglia”, oggi purtroppo assai neglettato nel nostro Paese, ci inducono a ribadire quanto abbiamo recentemente dichiarato:
 
«Bisogna smettere di proporre di buttare dalla finestra i soldi dei contribuenti, delle famiglie italiane, che sono stati faticosamente guadagnati. L’autostrada Salerno-Reggio Calabria è stata finalmente completata, si porti ora avanti la Siracusa-Gela, i cui lavori sono ripartiti, e si potenzi la viabilità da Gela verso Agrigento, anche evitando l’eclatante strozzatura di dover passare dal pieno centro abitato di Porto Empedocle. Il tutto, raccomandiamo, con un grande occhio di riguardo al territorio, che è già molto antropizzato, per non sacrificarlo».”

Rispondi