“Anno nuovo, vita nuova”. La notte di San Silvestro, per il giovane Nicola Sarpa però non è stata così.
Il 31 dicembre 2008, tra i simbolici e tradizionali fuochi d’artificio, anche alcuni proiettili sparati dalle finestre e dai terrazzini. Come in via Trinità degli Spagnoli, a Napoli.
Nicola, venticinquenne, viene ucciso così, da Emanuela Terracciano, ultimogenita dell’allora capo clan ed ex pentito di mafia Salvatore, detto “o nirone”. La ventiduenne, in quel momento a casa della nonna, nel bel mezzo di una risata con l’amica sul balcone, si era messa a premere ripetutamente il grilletto della sua 7,65 verso il cielo, colpendo accidentalmente il ragazzo, che per giunta in quel momento, stava invitando il proprio fratello a rientrare nella sua abitazione, per continuare i festeggiamenti.
Tutti videro la scena: la madre di Nicola, i parenti di Emanuela, lei stessa. Anche i vicini assistettero personalmente all’accaduto, nonostante solo quattro di loro ebbero successivamente il coraggio di testimoniare contro la figlia del camorrista.
La giovane killer decise prima di scappare per poi costituirsi tre giorni dopo.
Il PM De Cristofaro aveva chiesto trent’anni di carcere per la Terracciano.
Condanna c’è stata sì, definitiva ad otto anni di galera oltre ad un risarcimento di 626 mila euro e il pagamento delle spese processuali: una cifra vicina ai venti mila euro.
La beffa è che la famiglia della vittima è stata chiamata a pagare proprio le spese processuali poiché la Terracciano risulta nullatenente.
“Si sta rivelando una beffa per le vittime della criminalità”, ha affermato l’avvocato della famiglia Sarpa a fine settembre, quando ha reso noto questo fatto, augurandosi anche l’intervento del Presidente della Repubblica.
A quanto pare, a Napoli, sembra la criminalità organizzata uccida in molti modi.

Fonte mafie blog autore repubblica

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