Sollecitato su questo punto, il dottor Paolo Giordano, all’epoca pm applicato alla procura di Caltanissetta e in seguito procuratore aggiunto di Tinebra, offre un ricordo assai vago:
FAVA, presidente della Commissione. Tornando al 19 luglio, inizialmente fu riferito ai familiari di Borsellino che la cartella del dottor Borsellino era andata distrutta nell’esplosione e poi fu invece consegnata dal dottor La Barbera ai familiari senza l’agenda rossa. Lei sa spiegarci questa discrasia di tempi, e sa se ci fu un’indagine visto che i familiari reclamavano quest’agenda rossa?
GIORDANO. No, credo di no… di questa cosa credo che si occupò specificatamente il collega Cardella con il procuratore Tinebra, credo che se ne occupò lui… e all’epoca La Barbera non fece parola di questa cosa quindi nessuno se ne occupò…

A tal proposito, è utile leggere quanto riferito dal pm Fausto Cardella, in qualità di testimone, dinnanzi alla Corte di Assise di Caltanissetta nel corso del dibattimento del Borsellino quater:
TESTE CARDELLA – … Non era repertata. Adesso non ricordo, forse il termine non è esatto, ma non si sapeva nulla; si sapeva dell’esistenza, ma non si sapeva dove fosse… Fui incaricato io, ecco, questo è uno dei casi in cui nel gruppo investigativo a uno si dice: “Vacci tu”. Ricordo che andai a Palermo, presso gli uffici della Squadra Mobile… c’era questa borsa che era o era stata abbandonata su una poltrona degli uffici della Squadra Mobile e io la aprii, la repertai e credo, se non ricordo male, ci deve essere un verbale fatto da me dei contenuti di questa borsa…

P.M. Dott. GOZZO – (…) Lei ebbe modo di parlare con il dottore La Barbera del contenuto della borsa? E se soprattutto… il contenuto della borsa era soltanto quello che voi avete avuto modo di repertare, o c’erano delle altre cose che la borsa aveva contenuto.
TESTE CARDELLA – Allora, intanto devo dire che io non ricordo la genesi della mia andata a Palermo per questa borsa… E quindi, ecco, andai lì. Il contenuto non ricordo quello che ci fosse; posso escludere che ci fosse la famosa ormai agenda rossa, ma di quello che c’era dentro mi pare roba di… di non eccessiva importanza, però onestamente non ricordo nulla, comunque è sicuramente indicato nel verbale. Ovviamente ne parlai… ne parlammo, vorrei dire, con il dottor La Barbera, con il quale c’era una assidua frequentazione, professionale ovviamente e investigativa in quel periodo, ci vedevamo quasi quotidianamente, perché per una legittima, doverosa direi, curiosità di sapere: “Ma come mai ‘sta borsa?” E ricordo che egli disse che lui questa borsa se l’era ritrovata lì, perché mi pare fosse proprio su una poltrona del suo ufficio, e non sapeva esattamente come ci fosse arrivata. Almeno questo è quello che io ricordo, e soprattutto che non sapeva nulla, ovviamente, del… del contenuto di questa borsa…

Essenziale anche la versione fornita da Tinebra nel corso del suo esame in dibattimento:
AVV. REPICI – Il suo ufficio, per quel che è il suo ricordo, ebbe contezza della pubblica denuncia a mezzo dei principali organi di informazione, di stampa del Paese, avvenuta il 25 o il 26 luglio 1992 da parte del dottor Antonino Caponnetto della scomparsa dalla borsa di Paolo Borsellino dell’agenda rossa della quale egli faceva uso?
TESTE TINEBRA – So solo che se c’era un’agenda, non l’abbiamo vista noi, non l’abbiamo proprio vista.
AVV. REPICI – Sì, ma aveste notizia di questa pubblica denuncia sulle prime pagine di tutti i quotidiani nazionali del 25 e 26 luglio ’92?
TESTE TINEBRA – Ricordo poco, ma penso che sia uscito qualche cosa.

Dalle parole in dibattimento della dottoressa Palma, pm anche lei a Caltanissetta e impegnata nelle indagini su via D’Amelio, apprendiamo invece che la sparizione dell’agenda rossa fosse circostanza nota agli inquirenti già a far data dai funerali del dottor Borsellino (24 luglio 1992):
TESTE PALMA – Il 24 luglio già si sapeva che era sparita questa agenda. (…) Sull’agenda abbiamo fatto degli accertamenti, diversi accertamenti e abbiamo fatto anche diversi esami testimoniali… diversi verbali di persone informate sui fatti, etc., e mi ricordo anche che a un certo punto, siccome c’era un bel rapporto con la famiglia Borsellino, io andai a trovare Agnese e Agnese mi fece vedere lo studio di Paolo, che io conoscevo già perché ci frequentavamo, insomma, non… E mi di… e vidi che c’era un’altra agenda e allora… C’era… credo che ci fosse anche Manfredi, ora non me lo ricordo bene, e mi disse, dice: “Questa era l’agenda di papà”. Ho detto: “Ma scusami, ma se la stanno cercando, non è che è questa?” Dice: “No, questa è l’agenda dove papà …ricopiava, appena ne aveva la possibilità, tutto quello che faceva, che annotava però sull’agenda rossa”.

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