Non c’è pace a Favara e, non solo per i casi di Covid 19. Dopo la protesta dei netturbini, rientrata da qualche giorno, scoppia quella dei mercatisti, in crisi profonda.

Aspettano da nove mesi di ritornare a lavorare e, questa mattina, hanno scelto la protesta pacifica e civile per dire basta alla perdita di tempo dandosi appuntamento  in via Capitano Callea a Favara. Decine e decine di furgoni hanno sfilato con tanto di caroselli in una Favara piovosa.

Tutto nasce dalla scelta dell’Amministrazione comunale di trasferire la sede del mercato in via Cicero e Di Francisca per abbattere l’abusivismo ormai fuori controllo. La nuova sede non è stata accettata dai mercatisti e da quel momento si è iniziato un tira e molla infinito.

Il debito accumulato negli anni dai commercianti verso il Comune è milionario e non è più accettabile per l’amministrazione comunale non incassare e, nello stesso tempo, non porre rimedio agli abusivi. Recentemente, è stato raggiunto l’accordo di utilizzare il sito di Via Ambrosini con certi limiti e la pianificazione dei debiti. Alcuni mercatisti ( per il Comune una cinquantina, per i sindacati oltre ottanta) hanno completato l’iter degli adempimenti e adesso vogliono iniziare a lavorare.

Ora se da un lato appare giusto lottare contro gli abusivi, dall’altro apparirebbe doveroso tutelare i diritti di chi rispetta le regole.

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