Gli ex sindaci avvolti nelle indagini che hanno avvolto il direttore di Telejato, Pino Maniaci, sono Salvatore Lo Biundo a Partinico, e Gioacchino De Luca, a Borgetto. I due non hanno mai denunciato ricatti o prepotenze da parte di Maniaci, se non quando sono stati invitati in caserma, dopo essere stati intercettati dai Carabinieri. E il sindaco De Luca, tra l’altro, ha confessato: “Avevo paura che Maniaci come paladino dell’antimafia ci infangasse come amministrazione comunale e per questo gli davo dei soldi”. E così anche il sindaco Lo Biundo : “Dopo avere assunto per circa tre mesi una donna a lui vicina si è posto il problema della scadenza del contratto. Maniaci ha insistito, mi ha detto che dovevamo farla lavorare a tutti i costi. L’unico modo in cui potevamo era quello di autotassarci e farle svolgere il servizio di pulizia che faceva in precedenza”. E il sindaco di Borgetto ha aggiunto: “Maniaci è frequentemente accompagnato da soggetti delle istituzioni come magistrati, segnatamente il dottore Ingroia, o prefetti, e pertanto appare come un intoccabile, tanto è vero che gira con la scorta”. E poi De Luca ammette: “Ho ceduto alle sue richieste di denaro per prevenire eventuali servizi contro la mia amministrazione infangandola”. Al contrario dei sindaci Lo Biundo e De Luca, l’ assessore di De Luca a Borgetto, Giuseppe Davì, quando è stato interrogato sarebbe stato reticente. Invece, intercettato, l’assessore Davì così si rivolge al sindaco De Luca : “Maniaci ha voluto le magliettine gratis da me…ha voluto duemila euro di magliettine gratis con il logo di Telejato ed ha voluto tre mesi di casa in affitto che l’ho pagata io di tasca mia. Questa è estorsione, questa è pura estorsione. Lui è mafioso, lui ha fatto estorsione nei miei confronti, io lo denuncio prendo dieci avvocati prendo…appena fa il mio nome…io te lo sto dicendo e vi tiro a tutti in ballo….io ve lo sto dicendo, non mi disturbate”. Ebbene, adesso la Procura di Palermo, tramite la pubblico ministero, Amelia Luise, ha invocato al Tribunale la condanna di Pino Maniaci a 11 anni e 6 mesi per estorsioni e diffamazione contro il giornalista Michele Giuliano, Nunzio Quatrosi e il pittore Gaetano Porcasi. A difendere Pino Maniaci sono gli avvocati Antonio Ingroia e Bartolomeo Parrino. Ed Antonio Ingroia, ex procuratore aggiunto a Palermo, commenta così la richiesta di condanna: “La pubblico ministero ha fatto la sua requisitoria. La pena è esagerata e infondata. La pm ha riportato gli atti di indagine nella sua requisitoria ma durante il processo molto di quegli atti è stato capovolto. La richiesta a 11 anni e mezzo di carcere per il direttore di Telejato Pino Maniaci è eccessiva, sono pene che si chiedono di solito per un capomafia. Stiamo parlando di presunte estorsioni di qualche centinaio di euro, sono pene che si chiedono per i capimafia non per Pino Maniaci. E’ una richiesta sproporzionata per una persona che non si è mai tirata indietro nelle critiche e nelle polemiche nei confronti della Procura di Palermo. Più volte ha criticato l’operato della Procura anche nella vicenda del caso Saguto”.

Rispondi