“Il disprezzo e l’odio verso una persona ammalata, soprattutto se arrivano da chi da quella parte della societa’ che predica valori di legalita’, sono inaccettabili” e simili al “pensiero mafioso”. Lo ha detto Giuseppe Ciminnisi, presidente dell’Associazione nazionale vittime di mafia e figlio di Michele – vittima innocente della mafia, morto il 29 settembre del 1981 – commentando gli insulti social all’ex presidente della Regione, Toto’ Cuffaro, in seguito alla notizia dell’aggravamento delle sue condizioni di salute per il Covid. “Diversi utenti commentando i post della notizia del ricovero di Cuffaro – scrive Cimminisi -, ne ricordano le vicende politiche e giudiziarie, scatenandosi nel rappresentare il peggio dell’umanita’ con commenti di pessimo gusto, arrivando ad augurare la morte dell’ex presidente della Regione.

Interventi spietati – prosegue Ciminnisi – ai quali e’ difficile abituarsi quando il disprezzo e l’odio colpiscono una persona malata. Le risposte della maggioranza dei commentatori non diminuiscono la gravita’ di questi messaggi, e il fatto che talvolta provengano da quella parte della societa’ che predica valori di legalita’ li rende ancora piu’ preoccupanti”. Cimminnisi aggiunge: “Chi come me e i tanti familiari di vittime di mafia che rappresento ha conosciuto la barbara violenza della mafia, non puo’ tacere dinanzi la violenza delle parole. A cosa serve infatti il partecipare a manifestazioni e convegni, a incontri con i giovani promuovendo valori di legalita’, quando ci ritroviamo a propagandare odio e violenza? Nell’augurare a Cuffaro e a quanti come lui in questo momento vivono la terribile esperienza di questa malattia una pronta guarigione, invito quanti postano commenti ricchi di rabbia, insulti e odio, a riflettere sulla violenza di un pensiero che non si discosta molto dal pensiero mafioso che abbiamo pagato con il sangue dei nostri cari”.

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