Anche in Sicilia preoccupa la possibilità di effettuare il richiamo dei vaccini a coloro a cui è stata somministrata la prima dose. E ciò a causa dei ritardi da parte di Pfizer, che incombono in tutte le regioni d’Italia. “L’azienda – ha spiegato il Commissario straordinario per l’emergenza Covid, Domenico Arcuri – ci ha comunicato che anche nel corso della prossima settimana non solo non saranno consegnate in Italia le dosi che sono state unilateralmente e senza preavviso non consegnate in questa settimana, pari al 29%, ma ci sarà una pur lieve ulteriore riduzione delle consegne”. L’assessore regionale alla Salute però è stato previdente. A fronte delle difficoltà che si prospettano, Ruggero Razza afferma: “Non sono a rischio i richiami dei vaccini in Sicilia, perché eravamo stati prudenti seguendo tutte le linee guida provenienti dal ministero della Salute e dal commissario nazionale. Però non c’è dubbio che i ritardi e gli impegni non mantenuti da Pfizer meritino una reazione. A livello nazionale si è ipotizzata un’azione legale, la Sicilia la sosterrà, la sosterranno tutte le Regioni italiane. Intanto – aggiunge Razza – chiediamo all’Ema e alle istituzioni comunitarie di fare presto. I cittadini europei non possono accettare l’idea che in altri Paesi del mondo si possano utilizzare vaccini che da noi non sono autorizzati. Da questo punto di vista sosteniamo l’azione del ministro Speranza: sicurezza e regole rispettate nella certificazione dei farmaci, ma servono anche rapidità e velocità. I cittadini vogliono vedere la luce in fondo al tunnel, ma non vogliono che sia un miraggio” – conclude. Fino a mercoledì 20 gennaio sono state 94.716 le dosi di vaccino inoculate in Sicilia, ovvero il 71,7% di quelle che sono state consegnate all’Isola, 132.085. Nel dettaglio, hanno avuto il farmaco 48.954 donne e 45.762 uomini. Ancora nei dettagli sul come fronteggiare i ritardi della Pfizer in Sicilia, l’assessorato alla Salute ha dato disposizione ai manager sanitari di riservare il 40% di fiale delle ultime consegne per garantire i richiami, rallentando, volutamente, il ritmo delle prime inoculazioni: dal picco di oltre 8mila al giorno fino a circa mille. E così, con le dosi appena arrivate, 37mila, e con la riserva accumulata negli ultimi giorni, la proiezione è di proseguire senza problemi la copertura di chi aspetta la seconda somministrazione.

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