La Cassazione ha confermato che la discarica di Siculiana della famiglia Catanzaro non doveva essere sequestrata per una serie di ipotesi di reati ambientali. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso della Procura di Agrigento contro la decisione del Tribunale del Riesame che lo scorso settembre ha dissequestrato l’impianto. Il provvedimento di sequestro risaliva al 6 luglio del 2020. Secondo la Procura, la discarica e l’impianto di contrada Matarano, gestiti dalla Catanzaro Costruzioni, avrebbero violato una serie di norme tecnico-amministrative con pesantissime ricadute sul territorio: inquinamento del suolo e delle acque, con gravi rischi per l’ambiente e per la salute pubblica.

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