Lettera aperta a Forza Italia, in attesa degli esiti della Commissione tecnica De Micheli per il ponte sullo Stretto di Messina:

“Signori, circa il responso della Commissione, per i fautori del ponte ci sono quattro ipotesi… e un solo effetto?”. 

Ma qual è la quarta ipotesi?…

C’è appena stata una conferenza stampa di Forza Italia, nella quale gli alti esponenti azzurri, e figure istituzionali, Stefania Prestigiacomo, Matilde Siracusano e Gaetano Armao hanno reclamato a gran voce al Governo, il ponte sullo Stretto di Messina. Il referente per Firenze del Popolo della Famiglia, Pier Luigi Tossani, indirizza a loro, e per conoscenza ai Ministri Enrico Giovannini  e Roberto Cingolani, una dettagliata lettera aperta (integrale allegato alla presente) che vuole anticipare gli effetti politici del responso della Commissione, rispetto ai fautori del ponte.
Così Tossani:
Noi, come Popolo della Famiglia Firenze, nell’affrontare questo tema, siamo ovviamente interessati anche a promuovere la nostra propria credibilità di fronte ai cittadini e agli elettori. Abbiamo dunque creduto opportuno dimostrare la nostra affidabilità, rigorosamente prima del responso ufficiale della Commissione medesima, anticipandone gli effetti, nella diverse ipotesi che potranno emergere dalla relazione finale, rispetto ai fautori del ponte a campata unica, fra i quali Voi vi siete posti con determinazione. Non solo voi, certamente. E’ noto che anche la Lega e il suo segretario Matteo Salvini si sono largamente spesi per questa soluzione, e che, a latere, vi è tutto un mondo lobbistico che, diremmo, tifa in questo senso.
Ebbene, poniamo quattro ipotesi:
1. La Commissione tecnica De Micheli (da ora in poi designata CtDM) afferma che questo ponte non si può materialmente fareNe viene un enorme discredito a carico dei suoi fautori, anche politici, che si sono così imprudentemente esposti a favore dell’opera. Questi, contro ogni principio di buon senso, non hanno mai voluto ascoltare le ragioni per le quali questo progetto è impossibile da realizzare. Tali ragioni erano state segnalate loro da più parti, e peraltro erano note da lunga pezza, in via di altri studi commissionati in precedenza, anche da parte dallo Stato. E’ per questo motivo che la scommessa è a rischio zero per noi;
2. La CtDM afferma che questo ponte si può fare, condizionatamente però a una lunga lista di prescrizioni tecniche, impossibili da attuare in pratica. Si ricade dunque nell’effetto dell’enorme discredito di cui sopra, con la differenza che la questione si trascinerà nel tempo, arroventando sempre di più il dibattito politico, man mano che sarà evidente che le prescrizioni non possono essere adempiute, e comunque fino al medesimo esito finale dell’impossibilità manifesta. Dunque, in questo caso si prospetta un’agonia politica;
3. La CtDM afferma che questo ponte si può fare. Ma, dal momento che è impossibile stenderne il progetto esecutivo, per i motivi detti in precedenza, dopo gli entusiasmi iniziali si andrebbe a ricadere nell’effetto del consueto grande discredito dei fautori dell’opera, e delle relative polemiche politiche al calor bianco. Aggravate, queste, dal fatto che i fautori del ponte avrebbero fatto perdere altro tempo e soldi allo Stato, commissionando il progetto esecutivo di un’infrastruttura irrealizzabile.
4. Per quanto riguarda la quarta ipotesi circa il responso del CtDM, consentiteci di invitare Voi stessi a immaginare quale essa potrebbe essere, sia per il contenuto, sia per le conseguenze politiche verso i fautori a oltranza del ponte.
Osserviamo infine che ci pare una drammatizzazione, affermare, come ha fatto l’On. Prestigiacomo, che  “il destino del Paese sia legato alla realizzazione del progetto avanguardistico del ponte”. Abbiamo bisogno di ben altro, diremmo. E, come Popolo della Famiglia Firenze, ci assumiamo volentieri la sfida del panel degli 80 esperti mondiali in costruzioni, che sono del parere che il ponte sia fattibile. Vedremo”.

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