Antonello Montante ha chiesto e ottenuto di essere interrogato al processo d’Appello sul cosiddetto “Sistema Montante”. L’intervento del difensore, l’avvocato Carlo Taormina.

Antonello Montante renderà dichiarazioni e risponderà alle domande dei magistrati, in aula, in occasione del processo d’Appello in abbreviato sul cosiddetto “Sistema Montante” in corso innanzi alla Corte d’Appello di Caltanissetta. Più nel dettaglio non si tratta di dichiarazioni spontanee, ma di un interrogatorio. E’ la prima volta che ciò accade. Ed è stato annunciato su Facebook da uno dei difensori dell’ex presidente di ConfIndustria Sicilia, l’avvocato Carlo Taormina, che ha scritto: “Antonello Montante ha chiesto di poter vuotare il sacco e di essere sottoposto all’interrogatorio del procuratore generale, delle parti civili e dei suoi difensori. Intende ristabilire la verità e l’onestà di 12 anni della sua vita impegnata nel combattere la mafia imprenditoriale in ambito locale e nazionale, anche al fine di indicare i comportamenti della magistratura e delle istituzioni che lo hanno sollecitato e sostenuto nella meritoria opera anticriminale compiuta all’insegna di ConfIndustria Nazionale di cui era il delegato per la legalità”. E poi l’avvocato Taormina aggiunge: “Montante, che nel processo di primo grado non ha mai reso dichiarazioni per le sue condizioni di salute, ha ritenuto che la Corte d’Appello di Caltanissetta che deve giudicarlo sia da ritenere affidabile ed imparziale, e che questa sia la sede giusta per mettere fine al massacro al quale continua ad essere sottoposto e che merita la dovuta risposta. La Corte ha accolto la richiesta e sono state fissate tre prime udienze nel corso della quali Montante chiarirà la sua posizione e quella di magistratura e istituzioni continuamente chiamate in causa come protagoniste del cosiddetto ‘Sistema Montante’. Il dado è tratto” – conclude Taormina. La Corte d’Appello ha preventivato tre udienze per ascoltare Montante, dal prossimo 11 giugno, e poi il 12 e il 18 giugno. Inoltre, la stessa Corte d’Appello, presieduta da Andreina Occhipinti, ha accolto l’eccezione presentata dall’altro difensore di Montante, l’avvocato Giuseppe Panepinto, e ha dichiarato la nullità delle dichiarazioni rese dal testimone Alfonso Cicero nel giudizio di primo grado. Secondo Panepinto, nel processo di primo grado Cicero non avrebbe dovuto essere ascoltato come testimone ma come indagato di reato connesso. Il 14 maggio del 2019, a conclusione del giudizio abbreviato, a fronte di una proposta di condanna da parte della Procura nissena a 10 anni e 6 mesi di carcere, la giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Caltanissetta, Graziella Luparello, ha condannato Antonello Montante a 14 anni di reclusione per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e accesso abusivo a sistema informatico. L’ex presidente di UnionCamere Sicilia e della Camera di Commercio di Caltanissetta sarebbe stato la punta del compasso del “Sistema Montante”, ovvero una presunta rete di spionaggio utilizzata per tutelare se stesso e colpire gli avversari.

 

fonte teleacras Angelo Ruoppolo

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