L’agente segreto del caso Montante: ecco le agende. Il grande giornalista Attilio Bolzoni torna a parlare del Sistema Montante. Un sistema che ancora oggi fa paura per le tante stanze buie del potere rimaste inesplorateE’ il paradosso della Sicilia : o ti stermina la mafia o puoi rischiare di finire distrutto dall’antimafia. Questo è il prezzo da pagare per la vera libertà in Sicilia?

Pino D, un ufficiale dei “servizi” molto servizievole

Le agende (poco segrete) di un agente segreto. Il “diario” del colonnello Giuseppe “Pino” D’Agata, un grande amico del Cavaliere Montante.

Chi è Sandokan? Chi è Mastro? Tutti i nomi in codice nelle agende di “Pino” Sul Domani il mio articolo su un altro pezzo del sistema Montante

Il colonnello dei servizi segreti Giuseppe D’Agata è imputato a Caltanissetta con un generale dei carabinieri e con il senatore di Forza Italia Renato Schifani, accusati di far parte di “una catena di talpe” che passava notizie riservate all’ex simbolo dell’Antimafia di Confindustria, Montante, anche lui sotto processo per aver costruito una rete di dossier e rapporti pericolosi anche con la mafia

Giuseppe “Pino” D’Agata è un ufficiale dei carabinieri entrato nell’Aisi dopo avere ricoperto l’incarico di capo centro della Direzione Investigativa Antimafia di Palermo.
È lui che, su delega della procura della repubblica, segue le indagini sulla trattativa Stato-mafia. Ed è sempre lui che è sospettato di avere passato a Montante una copia delle intercettazioni fra il presidente Giorgio Napolitano e l’ex ministro dell’Interno Nicola Mancino.
Il suo diario è un tesoro di informazioni, di indizi e indirizzi, di tracce. Le agende sono sei, dal 2013 al 2018, quasi un migliaio di pagine.

Bisogna brevemente evidenziare come gli elementi acquisiti agli atti del procedimento consentono di affermare, senza alcuna incertezza, che i rapporti tra il MONTANTE ed il Colonnello Pino D’AGATA (colonnello dei carabinieri, prima comandante dell’Arma a Caltanissetta, poi capo centro della Dia a Palermo e poi transitato ai servizi di sicurezza, ndr) sono certamente molto stretti e risalenti nel tempo, essendo sorti dal momento in cui questi prese servizio a Caltanissetta, a partire dal settembre del 2008, come Comandante Provinciale dell’Arma dei Carabinieri
Va osservato come il D’AGATA, nel file in questione venga indifferentemente indicato per nome e cognome, col solo cognome o attraverso l’annotazione “Pino D.”.
Il potere inquisitorio di un capo centro della DIA è enorme ed è in grado di poter influenzare il lavoro investigativo anche dei PM. Cosa conterranno le pagine dell’agenda? Quali sono i sistemi adottati per mettere sotto accusa chi, senza saperlo, era finito nel giro dei “rompi palle” del sistema?. Spetterà ai giudci di Caltanisseta capirlo. I misteri su questa vicenda sono numerosi

Fonte: Repubblica – Domani

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