Da un post di Facebook del giornalista di Rainews 24, Pino Finocchiaro:

“Riassumendo. Il 25 aprile del 2014 i Siciliani pubblicano la foto di Antonello Montante in Confindustria in compagnia del boss imprenditore Vincenzo Arnone. Entrambi sotto il brand di Assindustria Caltanissetta. Sulla stessa pagina, è il giorno della Liberazione, @isicilianigiovani rendono noto, sempre in esclusiva, per la prima volta, l’inedito certificato di matrimonio di Antonio Calogero Montante, nel quale campeggiano le firme dei compari di nozze. Tra i testimoni Paolino e Vincenzo Arnone. Padre e figlio. Entrambi esponenti di Cosa Nostra a Serradifalco dove inizia la volata del Padrino dell’Antimafia. Ciò non impedisce all’allora procuratore di Roma, Giuseppe Pignatone, di incontrare diverse volte Antonello Montante. Questa è storia, non più cronaca”.

A giugno il Montante verrà sentito, presso il tribunale di Caltanissetta, nel corso di tre udienze del processo d’appello che lo riguarda. Ricordiamo soltanto che l’ex paladino dell’antimafia, momentaneamente condannato a 14 anni di reclusione e sotto inchiesta, dal giugno del 2014, anche per mafia, era il pupillo di una miriade di magistrati, di alti esponenti delle forze dell’ordine, di scrittori del calibro di Andrea Camilleri, di una pletora di giornalisti prezzolati, oltre che ‘figlioccio’ dell’ex presidente di Confindustria e dell’ENI, Emma Marcegaglia, da lui considerata la sua madrina. È stata infatti la Marcegaglia a fargli spiccare il volo, collocandolo ai vertici degli industriali italiani ed introducendolo nel Gotha di tutte quante le Istituzioni pubbliche e negli ambienti che contano, dandogli anche la delega di responsabile nazionale per la legalità di Confindustria.

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