Mentre vanno in scena lanci di stracci e squallide mischie, che pensavamo di avere archiviato, un drastico cambio di rotta riporta indietro le lancette dell’orologio. Intanto il Progetto Girgenti è fermo al palo. Ai gruppi di Maggioranza che si sono affrontati a colpi di comunicati stampa, vorrei ricordare che viviamo un periodo storico emergenziale sanitario ed economico e che, in tema di responsabilità e lealtà, c’è innanzitutto l’impegno che hanno assunto per il governo della città.  Anziché far emergere parola dopo parola la pochezza del dibattito politico, con la misera elencazione reciprocamente rinfacciata degli spazi di potere offerti o di quelli non concessi, sindaco e maggioranza dovrebbero occuparsi della Città. Lo facciano. Del Progetto Girgenti, per esempio, non sappiamo più nulla, a parte i lavori dell’ex Ospedale di via Atenea, peraltro appaltati e consegnati per atti precedenti.Il Progetto Girgenti finanziato per 15 milioni e 800 mila euro, prevede interventi di sicurezza sociale, di recupero urbanistico, architettonico, di interconnessione modale, mobilità dolce e servizi sharing; una visione condivisa e partecipata del recupero delle aree più abbandonate e degradate per complessivi 33 milioni di euro. Non vorrei che si rischiassero di perdere questi soldi come è avvenuto con la legge 70 del 1976, quando per Agrigento erano stati destinati 25 miliardi di lire e gli amministratori del tempo furono capaci di farseli scappare. Anche allora per beghe analoghe a quelle attuali. E visto che l’orologio va all’indietro il timore è più che giustificato.

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