La Regione pubblica l’avviso di gara per l’installazione di due termo-utilizzatori tra Sicilia occidentale e orientale. L’intervento del presidente Musumeci.

Il presidente della Regione, Nello Musumeci, non demorde. Termo-valorizzatori, anzi termo-utilizzatori, avanti tutta. E non uno ma due. Lo scorso 4 giugno, in conferenza, Musumeci e l’assessore regionale ai Servizi essenziali, Daniela Baglieri, hanno annunciato l’imminente pubblicazione del bando per l’affidamento ai privati, ma sotto stretto controllo da parte della Regione, degli impianti di termo-utilizzazione. E adesso hanno disposto la pubblicazione di un apposito avviso firmato dal dirigente generale del dipartimento Acqua e rifiuti, l’agrigentino Calogero Foti. Dunque, come si legge negli atti relativi, “è stata avviata la procedura per la progettazione, costruzione e successiva gestione fino a due impianti per il recupero energetico da rifiuti non pericolosi”. Poi ci si sofferma sui dati tecnici indicati nell’avviso, ovvero: i termo-utilizzatori dovranno avere, ciascuno, una capacità di trattamento da 350 a 450mila tonnellate all’anno di rifiuti non differenziabili. Il primo impianto servirà la Sicilia occidentale (Agrigento, Caltanissetta, Palermo e Trapani) e l’altro la zona orientale (Catania, Enna, Messina, Ragusa e Siracusa). Come metodo di affidamento e gestione dei due impianti è stata scelta la cosiddetta “finanza di progetto”, ossia: impianti pubblici ma installati con risorse private e gestione affidata in concessione alla società che si aggiudicherà il bando. Le candidature sono attese entro 90 giorni dalla pubblicazione dell’avviso. Il presidente Musumeci ribadisce: “Con questa scelta, condivisa da diversi ex Ato rifiuti provinciali, apriamo una nuova stagione che consentirà alla Sicilia di liberarsi finalmente dalla schiavitù delle discariche e allinearsi alle più avanzate regioni del Nord. Nel frattempo, dobbiamo lavorare per finanziare i nuovi impianti che i Comuni vorranno programmare per incrementare la raccolta differenziata, già passata, come media regionale, dal 20 al 42 per cento. Per realizzare un nuovo impianto in Sicilia ci vogliono 5 anni. Sono tempi vergognosi dovuti alla burocrazia nazionale e regionale. I termo-utilizzatori privati si possono invece realizzare in 3 anni. Il termo-utilizzatore è un sistema ‘mangia rifiuti’ che produce calore ed energia, quindi ricchezza. Senza questa soluzione resteremmo in mano all’oligopolio dei privati e della cultura delle discariche. Noi non siamo mai stati innamorati di questo sistema, ma è la soluzione per liberarci delle discariche. Per 30 anni la politica ha lavorato per crearne soltanto di private. Le discariche sono un’offesa al buon senso e all’ambiente. Se il sistema in Sicilia dovesse arrivare al collasso, noi faremo quello che fanno le altre regioni, anche quelle ‘ambientaliste’: venderemo i rifiuti all’estero. In questo caso io sarei del parere di rifarci sulle tasche dei politici che hanno creato questo disastro”.

 

fonte teleacras angelo ruopppolo

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