Netturbini non pagati, montagne di spazzatura date alle fiamme, la disorganizzazione dell’Ati capogruppo Iseda, la sindaca dimissionaria, il Consiglio comunale “inesistente”, la politica totalmente assente, la mancanza di coraggio nel denunciare i furbetti della “munnizza”, la mancanza di coraggio nel denunciare un servizio scadente, la “disattenzione” di qualche testata giornalistica ed infine il silenzio “tombale” del commissario dell’Asp che avrebbe dovuto lasciare per un’attimo la sua scrivania, “armato” di tuta e super mascherina per recarsi, insieme agli esperti sanitari, sui luoghi del disastro.

Favara sta attraversando un momento difficile, una profonda crisi di vita urbana. Questa organizzazione sindacale, tramite pec ha inviato, alla luce dei gravi fatti accaduti e per onestà intellettuale e sociale, la richiesta di una commissione di inchiesta. I destinatari sono i deputati Giovanni Di Caro, Riccardo Gallo, Margherita La Rocca Ruvolo, Michele Catanzaro, Giusy Savarino, Giovanni Di Mauro e Carmelo Pullara. Siamo ancora in attesa.

La città dell’Agnello pasquale, del Farm Cultural Park, del castello Chiaramonte, della necropoli di contrada Stefano, delle numerose e splendide architetture religiose non può arrendersi all’arroganza di chi la vorrebbe “sepolta” da montagne di spazzatura, al silenzio della politica, vivace solo nel momento delle elezioni.

I favaresi hanno bisogno di ritrovarne la verità, hanno bisogno della parola che non imbroglia, che non vende, che non imbonisce, che non manipola, che non inganna. Ripartiamo da Favara per rianimare il sociale, per riconquistare i sacrosanti diritti di un paese civile e democratico. Non esiste democrazia dove la lettura attenta dei segni complessi del reale lascia il posto alla chiacchiera ed allo slogan. Diceva Montanelli: “un Paese che ignora il proprio ieri, di cui non sa assolutamente nulla e non si cura di sapere nulla, non può avere un domani”.

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