“Camere piccole senza aria condizionata, poco cibo e situazione atroce”: così alcuni turisti francesi hanno definito la loro permanenza in uno dei covid hotel di Palermo, ovvero il San Paolo Palace. A segnalare il caso circa una quindicina di persone provenienti da oltralpe. Una mobilitazione che si è mossa sul filo dei social network e che è arrivata perfino alle orecchie della stampa francese.

Nella descrizione del gruppo Facebook fondato dai parenti dei turisti, si legge che l’obiettivo “è di rendere consapevole il più grande numero di persone possibile della situazione vissuta da chi, turista in terra siciliana, si trova a vivere il regime di isolamento fiduciario“. Una situazione che, gli stessi referenti, definiscono “sfiancante dal punto di visto fisico e mentale“.

IL CASO

Una vicenda che ha visto coinvolti alcuni turisti provenienti da Tolosa. Questi, sottoposti al tampone presso l’aeroporto Falcone Borsellino, sono risultati positivi al covid-19. Gli stessi, a causa di ciò, sono stati trasferiti in una RSA nei pressi di Piana degli Albanesi. Ma, a causa dei roghi degli ultimi giorni, si è reso necessario un ulteriore passaggio presso il San Paolo Palace, covid hotel del capoluogo siciliano. Qui è iniziata una vera e propria diatriba fra i vacanzieri e l’hotel, da un lato, e le autorità, dall’altro. Tanto da spingere quest’ultimi alla mobilitazione mediatica di cui sopra.

Relativamente alle critiche mosse invece alla gestione dell’hotel, ha duramente replicato il direttore del San Paolo Palace Salvo Romano. Il dirigente della struttura non solo ha puntualizzato il totale rispetto delle normative previste dalla direzione sanitaria locale. Ma ha anche sottolineato che, alcune richieste dei francesi, si mostravano in palese violazione di quanto previsto dalle suddette regole. Come ad esempio l’utilizzo dell’aria condizionata, proibito in queste tipologie di casi. Intanto, i vacanzieri sono stati nuovamente ritrasferiti a Piana degli Albanesi, in attesa di completare il regime di isolamento e potere tornare così in Francia.

IL RACCONTO DELLA SORELLA DI UNA TURISTA

Fra i componenti del gruppo vi è anche Laure, sorella di M.V., turista rimasta coinvolta in questa situazione. “Sono la sorella di una vacanziera che è rimasta bloccata al San Paolo Palace. Ho creato un gruppo Facebook per aiutare tutti i turisti a comunicare fra di loro. Nonchè a testimoniare la situazione per mettere pressione sulle autorità francesi ed italiane. Lei è arrivata da Tolosa con i suoi due bambini, un paio di amici e i relativi figli. Doveva trascorrere una settimana fra Sciacca ed Alicudi”.

Ma la scoperta della positività al coronavirus nello scalo del capoluogo siciliano ha cambiato tutti i piani. “All’aeroporto di Palermo però è stata trovata positiva nonostante abbia già fatto la doppia dose di vaccino. L’ambasciata francese e la compagnia aerea non hanno aggiornato il loro sito con le nuove regole, dicendo che sarebbe stato fatto un test antigenico all’arrivo in Sicilia. Altrimenti, avrebbe fatto un test prima di partire”.

A questo punto – continua Laure – sono stati spediti prima a Piana degli Albanesi, dove le condizioni era brutte. Ma, a causa degli incendi degli ultimi giorni, sono stati trasferiti al San Paolo Palace, dove la situazione era atroce. Camere molto piccole, niente aria condizionata, non c’era abbastanza cibo, nessuna comunicazione dallo staff e acqua sporca. La notizia gira già sulla stampa francese. Queste persone hanno bisogno di aiuto dalle autorità siciliane, palermitane per avere miglioramenti sostanziali delle proprie condizioni“.

LA REPLICA DEL SAN PAOLO PALACE

Alle accuse mosse dai turisti francesi coinvolti nel caso, ha replicato il direttore del San Paolo Palace Salvo Romano. Il rappresentante della struttura, ai nostri microfoni, ha ribadito l’impegno e il rispetto dei protocolli igienico-sanitari nella gestione dei casi di coronavirus. Ricordiamo infatti che il plesso è un covid hotel. “Noi ci muoviamo nel rispetto dei protocolli sanitari. Ci occupiamo esclusivamente del servizio di somministrazione pasti. Non svolgiamo altri tipi di servizio, che sono tutti in capo all’Asp o con le proprie ditte o con quelle appaltatrici di pulizie. Il nostro unico incarico ulteriore è quello di registrare i documenti“.

Chiaramente, essendo casa nostra, verifichiamo che i protocolli sanitari vengano rispettati alla lettera. Su questo non si transige. E ci occupiamo del cibo e della sua qualità. E personalmente controllo il servizio dalle 4.30 del mattino. Questo da 18 mesi, sabato e domenica compresi. Il San Paolo ha fatto la sua parte. Che ci sia gente che arriva in Sicilia e viene messa in quarantena preventiva anche se negativa, non è nostra responsabilità. Noi soltanto li ospitiamo. Noi non siamo la causa del covid-19. Cerchiamo di essere uno dei sistemi per risolvere la situazione. E su 1580 ospiti covid che abbiamo avuto in questi 18 mesi, queste sono le prime tre critiche che abbiamo ricevuto“.

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