Come pubblicato ieri, il vice presidente della Commissione Sanità all’Assemblea Regionale, Carmelo Pullara, ha denunciato, così come altre precedenti volte, le carenze logistiche, strutturali, di organico e le disfunzioni a danno degli utenti del pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni di Dio” ad Agrigento. Il deputato regionale della Lega ha poi compiuto un sopralluogo e riferisce: “Scene di ordinaria follia al ‘San Giovanni di Dio’ che ci ha tristemente abituato a scenari che nulla hanno a che vedere con l’umanità e il senso civico. E il coraggio del personale, nettamente sott’organico, diventa bersaglio di rabbia incontrollata che con questo caldo ha effetti devastanti. Al pronto soccorso ho trovato in totale 60 pazienti, di cui circa 20 in astanteria, assistiti da un medico che copre il turno di mattina e di pomeriggio insieme a due infermieri e due operatori socio sanitari. La notte nessun medico è di turno. Problemi anche al pre-ingresso al pronto soccorso dove c’è un solo infermiere, lo stesso che esegue tampone e valutazione. Inoltre ci sono 5 pazienti in isolamento assistiti da due infermieri e un solo operatore socio sanitario. Ad oggi l’unica Tac funzionante è la stessa che serve pazienti covid e non covid, con rallentamento notevole perchè tra un ingresso e l’altro occorre la sanificazione. La tac dedicata ai pazienti non covid è ancora guasta. Criticità anche per la Chirurgia vascolare che risulta chiusa. Chiuso anche il reparto di Medicina, attivo solo il reparto covid. Tutto questo avviene in un pronto soccorso che nel solo anno in corso ha gestito ben 26mila e 500 accessi. Gli utenti mi hanno riferito che un codice giallo ha dovuto aspettare su una sedia, in attesa che si liberasse un letto, per 30 ore, mentre un codice verde è in pronto soccorso da sabato. Inoltre mancano i bagni, lenzuola monouso e normali, guanti e disinfettante. Per tutti i pazienti del reparto sono disponibili solo tre monitor, e le barelle presenti sono acconciate alla meglio con garze e nastri adesivi di fortuna”.

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