Ogni anno, di questi tempi, va in scena il solito siparietto sul depuratore e sul porticciolo di Marinella di Selinunte. Parlare di quel bellissimo tratto di mare sporcato da strani reflui e derivati di fogna che lo fanno diventare giallo o verde o di altro colore , è quasi una prassi. Tra la zona del depuratore e il porticciolo , da almeno 20 anni, il tormentone estivo è sempre lo stesso.

In verità , il problema esiste da quando il depuratore è stato collaudato. Il sistema usato dai progettisti, frutto di una scuola di pensiero superata, già nei primi anni 90, fu considerato “vecchio” per i criteri ambientali di valutazione analitica delle acque .

Sono passati più di 30 anni e il depuratore genera sempre tante polemiche ma non conosce responsabili

Fu una scelta folle, quella di far costruire un depuratore, in quell’angolo di natura. A due passi dalla riserva del Belice e in un angolo di mare chiamato “lu cantuni” , tanto caro agli adolescenti degli anni 70 e 80. I giovani di quel tempo amavano vivere quel posto ricco di natura, detto anche “la Plaia verde” . Qualche “testa pensante” della politica fine Prima Repubblica, ci fece questo bel regalo. I responsabili comunali dell’epoca firmarono l’autorizzazione a costruire il depuratore, di tutte le fogne, lecite e non lecite di Marinella di Selinunte. Lo fecero costruire sul mare e a pochi metri dalla zona abitata. Assurdo solo a pensarci.

Quel depuratore ,costruito in quel sito, è stato anche un danno urbanistico notevole per tutta la borgata. Ha limitato notevolmente anche la crescita turistica di Selinunte . Poveri turisti. Per andare verso la Riserva del Belice, si sono dovuti “godere” quasi sempre, il puzzo emanato dall’area di depurazione e i misteriosi rigagnoli d’acqua che confluiscono in quella sede

La sede sbagliata e gli interessi di bottega

A Castelvetrano ,come in altre parti della Sicilia, nulla avviene per caso. A due passi di quell’area, stranamente insistevano importanti possedimenti riconducibili ad un famoso “Notaro” , finito negli anni 90 in un processo di mafia e molto amico di Totò Riina e del potente Angelo Siino , considerato il ministro dei lavori pubblici della mafia. Con la Saiseb, Siino che decideva gli appalti siciliani, mise le mani sull’ importante lavoro pubblico delle fognature di Marinella di Selinunte . Se si costruiscono le linee di scarico di acque bianche e acque nere, da qualche parte occorre farli depurare. Hanno pensato bene di farlo sul mare.

Siino era di casa al comune di Castelvetrano e decideva anche dove fare i lavori e a chi farli fare. Aveva il “passaporto” di Don Ciccio Messina Denaro . Carta bianca. Lo afferma lo stesso Siino, in alcuni processi. Non sappiamo, almeno ufficialmente, se il comune ha dovuto fare degli espropri e quanto li ha pagati. E soprattutto, a chi li ha pagati. Anche questa storia, come le tante altre castelvetranesi, la buttiamo nella stanza dei segreti. Certo, a rigor di logica, viene difficile pensare che, un ingegnere , anche laureato con il mimino dei voti, abbia potuto suggerire, con base scientifica, al comune, di realizzare un depuratore sul mare e prossimo alle case del borgo. Il dubbio è alto. Gli interessi di bottega hanno vinto.

L’eterno denunciare e le inutile attese di giustizia.

Dopo tante denunce degli ambientalisti, già datate anni 90, varie interrogazioni consiliari degli anni 2000, decine di articoli giornalistici a far data dall’anno 2000, le acque “puzzose” color giallo paglierino del porto e gli strani reflui emessi dagli scarichi del depuratore quasi sembrano diventate notizie senza valore. Un cittadino castelvetranese che vive all’estero da molti anni e che ritorna per le ferie estive li definisce :”aria fritta. Roba d’ogni anno. Tantu un cancia nenti“. Per anni, e stiamo parlando del periodo relativo al primo mandato di Gianni Pompeo , si denunciava pubblicamente la presunta rottura del cosiddetto” pennello” a mare di questo depuratore con strani sversamenti in mare. A cosa servisse questo “pennello” , che rapporto avesse con tutto il sistema di depurazione non è stato ma del tutto chiarito. Il danno del “pennello“, rimarrà per sempre un mistero. Le repliche del comune, ai tanti articoli e alle varie denunce fatte da ambientalisti locali e anche da qualche ex consigliere , erano sempre le stesse :” E’ tutto ok. Siete disfattisti. Il depuratore funziona e il pennello non è un problema” .

Alcuni organi di stampa ,hanno messo in evidenza ,questo problema in modo più persistente. Purtroppo non è uno “scoop” . Articoli che hanno puntato il dito contro il silenzio di molti. Non è cosi. Purtroppo, spesso, arriva il silenzio della rassegnazione . Da almeno 20 anni viene denunciata a vario titolo, la precaria condizione del depuratore di Selinunte , del mare antistante e dello schifo del porticciolo . Carte e carte , pubblicate e inviate, che sono sempre rimaste nel cassetto. I sindaci , si sono sempre difesi . Politicamente sbagliando, hanno sempre edulcorato la pillola. Hanno spesso tirato in ballo la Regione Siciliana che ha sempre detto: “E’ tutto ok”. Chi ha detto bugie? Ogni anno è sempre la stessa storia.

Anche ai commissari inviati dal Ministro Minniti il problema è stato più volte segnalato. Risultato ? Zero. Adesso ci sono i grillini ma la questione è sempre uguale. La verità vera è che quel depuratore è una vergogna da sempre. Una mortificazione per il territorio. Andrebbe chiuso . Lo prevedeva un piano dei reflui , già finanziato ma poi bloccato. SEcondo gli esperti bloccare il depuratore è follia. Non si può. Si potrebbe riparare. E i “picciuli” non ci sono.

L’area è da sequestrare per capire il danno

I cittadini anche nel 2018 chiesero aiuto. Invocarono l’intervento dei commissari. Fu anche allora l’avvocato Eugenio Brillo. Scrisse il giorno 26 luglio 2018 :”Stamani il porticciolo di Selinunte era una “piscina” nel senso che aveva ricevuto tutte le pipì dei dimoranti e residenti . Il classico colore verde e gli odori nauseabondi lo contraddistinguevano ma nessuno ne parla….ne scrive!!!!!per quanto ancora si deve subire tale situazione ?E il “ depuratore”? Venne denunciata, per l’ennesima volta, una SITUAZIONE di pericolo per la salute pubblica non più sostenibile. Ancora una volta, il depuratore era sotto accusa. In tutta questa assurda vicenda manca un pezzo importante alla filiera. Manca la magistratura. Quella che dovrebbe intervenire per capire se sono stati commessi reati ambientali e di altro genere. A loro spetta capire chi ha violato le leggi e ha mentito.

In tutti questi anni di carte e denunce pubbliche, non risultano, ad horas, indagati per questa vicenda. Viste le tante segnalazioni, magari si poteva attuare un sequestro dell’area, per capire bene cosa combinano al comune e se i dati sul funzionamento sono veritieri. Sono passati troppi anni dalla costruzione di questo depuratore , progettato alla fine degli anni 80, per gli usi di una piccola comunità. Ma dagli anni 80 ad oggi, la popolazione residente nel periodo estivo a Selinunte si è quintuplicata. A questo aspetto, si devono aggiungere tanti allacci abusivi, di cui si è anche parlato nel corso degli anni. Anche questa vicenda non è nuova. E’ evidente che il depuratore non può funzionare bene. In particolare , quando arriva la massa di carico fognario di questi giorni.

Insomma, anche questa torrida estate , sta per volgere al termine . Tra una decina di giorni , come ogni anno, del depuratore di Selinunte non parlerà più nessuno. Si rimanda tutto a giugno 2022, per altro” teatro” inutile. I responsabili? Se ci sono , non si devono toccare. Meglio sparare sospetti a muzzu e tirare a campare.

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