Dopo le numerose adesioni e la notevole partecipazione registrata in occasione del “No Green Pass Day”, Italexit rilancia la protesta e dà avvio alla campagna “C’è un giudice a Berlino?” in tutte le regioni d’Italia.
L’obiettivo è eliminare l’obbligatorietà del Green Pass, ritenuta dal partito “vergognosa”, come si legge in una nota ufficiale diramata da Vittoria Di Bella, coordinatrice regionale per la Sicilia degli eventi nazionali di Italexit.
 Si tratta, dunque, del primo evento di una serie di iniziative tra azioni di sensibilizzazione e presidi presso i Tribunali.
  “Milioni di cittadini che da quasi due anni assistono alla sostanziale violazione dei più elementari diritti costituzionali – si legge nel manifesto politico della nuova campagna del partito fondato dal senatore Gianluigi Paragone– a colpi di DPCM e di provvedimenti di proroga di questa emergenza infinita, si chiedono se esista ancora, in Italia, una magistratura che intenda difendere lo Stato di diritto”.
 A Palermo come nel resto d’Italia, Italexit rivolge un appello ai magistrati , “alla loro coscienza democratica ed etica per bloccare il processo neoautoritario in atto”.
Parole d’ordine, dunque, democrazia, libertà e difesa dei principi costituzionali e, si legge ancora nel manifesto, “indipendenza della magistratura”.
 “L’auspicio è che i giudici, impegnati a esaminare l’inevitabile contenzioso che inonderà i Tribunali nelle prossime settimane – recita la nota ufficiale – trovino la forza morale di resistere alle pressioni del potere esecutivo e garantiscano la tutela dei principi costituzionali dell’ordinamento giuridico”.
 Anche a Palermo, lunedì 30 agosto alle 18:00, è previsto un presidio di fronte all’ingresso principale del Palazzo di Giustizia, in piazza Vittorio Emanuele Orlando.
 Lo comunicano Andrea Piazza e Paolo Franzella, rispettivamente coordinatore cittadino e provinciale di Italexit Palermo.
“Italexit – spiegano i due dirigenti – ritiene discriminatorio qualsiasi provvedimento impositivo del Green Pass nonostante sussista la libertà vaccinale”.
“Sotto questo profilo – aggiungono – il provvedimento è lesivo dei diritti individuali inviolabili, discriminatorio e contraddittorio”.
 In tutta Italia, i presidi saranno organizzati dai coordinamenti regionali e territoriali del partito.

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