A Messina la Guardia di Finanza ha arrestato per bancarotta fraudolenta e false comunicazioni sociali tre imprenditori e disposto il sequestro preventivo di una società e di denaro per oltre 1 milione e 500mila euro. In carcere è stato ristretto Augusto Reitano, ai domiciliari il fratello Gabriele e poi Cristofero Oliveri. Una società a loro riconducibile, la N.C. s.r.l. di Messina, operante nel settore della fabbricazione di apparecchi per telecomunicazioni, è stata dichiarata fallita nel marzo 2017. Ebbene, i tre avrebbero architettato un piano per sottrarre il patrimonio fallimentare e trasferirlo ad altre società, in attivo, dello stesso gruppo, operanti in altri settori, dalla costruzione e gestione di alberghi e villaggi turistici di lusso, alla ristorazione, allo sviluppo di attività pubblicitarie sino all’attività di trasporto aereo e marittimo. Augusto Reitano, 59 anni, di origini messinesi ma attivo anche a Roma e Milano, sarebbe stato al timone del gruppo societario. Lui, molto noto nel panorama imprenditoriale siciliano e nazionale, è soprannominato “il re delle 488”, per la sua capacità di ottenere fondi pubblici. Il Tribunale di Messina ha sequestrato la società AD N. s.r.l., con sede a Roma, e provviste finanziarie per 1 milione e 500mila euro nei confronti di due imprese, con sede a Roma e Modena, attive nei settori della compravendita immobili e nella costruzioni di edifici, alle quali, secondo gli investigatori, sarebbero state trasferite le somme distratte dal fallimento della N.C. srl.

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