Il Tribunale del Riesame di Palermo ha depositato le motivazioni per le quali ha restituito la libertà, non riconoscendo come sussistenti le esigenze cautelari, a otto indagati nell’ambito dell’inchiesta cosiddetta “Waterloo”, ruotante intorno alla società Girgenti Acque. In sintesi, i giudici del Riesame non ravvisano l’esigenza della custodia cautelare a seguito del fallimento della Girgenti Acque e della collegata Hidortecne. E scrivono: “Le peculiari modalità di realizzazione della condotta criminosa associativa, essenzialmente incentrate sull’asservimento di fatto della gestione del servizio idrico della provincia di Agrigento ai più variegati interessi privati, rende del tutto improbabile, allo stato attuale degli atti e tenuto conto della situazione oggettiva, che un analogo meccanismo criminale possa nuovamente essere realizzato dal gruppo Campione, non essendo emersi dati concreti sulla base dei quali ipotizzare l’azione di una nuova analoga organizzazione che ricrei, anche in misura meno vasta, un medesimo contesto idoneo a replicare lo stesso tipo di programma delittuoso e di connesse e sistematiche attività illecite. Si ritiene, quindi, che non vi sia concretezza e attualità del pericolo di reiterazione dei reati”.

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