L’ex avvocato Angela Porcello, già arrestata il 2 febbraio scorso e indagata nell’ambito dell’inchiesta antimafia nell’Agrigentino cosiddetta “Xydi”, già dal maggio scorso rende delle dichiarazioni alla Procura antimafia di Palermo. Lei avrebbe ammesso le proprie responsabilità, e tra le pagine dei verbali si legge: “Ho partecipato sin dagli anni 2015-2016 all’associazione mafiosa Cosa Nostra con le medesime modalità che, alla fine del 2018, sono state documentate dalle indagini preliminari oggetto dei provvedimenti cautelari che mi hanno attinto, e dalle conversazioni intercettate, il cui contenuto confermo e ribadisco anche in questa sede”. L’ex avvocatessa ammette di avere svolto un ruolo nel mandamento di Canicattì, derivato dalla relazione con l’imprenditore Giancarlo Buggea, anche lui inquisito. Poi si sofferma su estorsioni, possesso di armi e su un omicidio: l’uccisione di un bracciante agricolo trovato bruciato nel 2014 nella sua automobile, e che sarebbe stato assassinato per avere sfidato il boss di Canicattì, Calogero Di Caro, minacciandolo con una pistola in strada. Sul latitante Matteo Messina Denaro, Angela Porcello non è a conoscenza di dove si trovi, e sostiene che Buggea lo abbia incontrato.

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