Oggi, 3 ottobre, è la giornata della memoria e dell’accoglienza. Siamo insieme agli studenti di tutta Europa per ricordare queste vittime, sono nate invisibili e sono morti invisibili.

Non ci stancheremo mai di continuare, da questa isola, a chiedere alla comunità internazionale a dare risposte concrete”. Lo ha detto Tareke Brhane del Comitato 3 ottobre, l’associazione nata per commemorare le vittime del naufragio del 3 ottobre di otto anni fa. Nell’incidente, a largo della costa di Lampedusa, morirono 368 persone. Da allora – secondo quanto rendono noto dal comitato 3 ottobre – oltre 22 mila sarebbero morto nel Mediterraneo.

“Non ci stancheremo di ricordarle, non ci stancheremo di ricordare a tutti che queste persone sono esistite, avevano fratelli, figli, genitori che li piangono” – ha aggiunto Tareke Brhane. Per la commemorazione di quest’anno non c’è stata nessuna marcia lungo le strade dell’isola. Dopo il momento di raccoglimento di questa notte, alle 3,15: orario del naufragio del 2013, c’è stato un primo incontro – in piazza Castello – con gli studenti ed è, al momento, in corso una preghiera a Porta d’Europa dove verrà inaugurato il restauro del monumento.

E’ presente l’arcivescovo di Agrigento, Alessandro Damiano; l’imam di Catania e il presidente della comunità islamica Mussie Zerai; l’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza del Parlamento Europeo Maria Arena; il vice presidente della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni del Parlamento Europeo Pietro Bartolo. Fra poco, come da tradizione, verrà deposta in mare una corona di fiori, alla presenza delle istituzioni, dei pescatori e dei superstiti.

 

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