A conclusione di una serrata e costante attività di indagine, i Carabinieri del Ros hanno confiscato beni per un valore superiore ai 4 milioni di euro a carico di Mario Salvatore Grizzaffi, nipote di Totò Riina, e Gaetano Riina, fratello del capo dei capi, e poi di Rosario Salvatore Lo Bue, inteso “Saro Chiummino”, e del figlio Leoluca. Ai Lo Bue sarebbero riconducibili una serie di beni, intestati fittiziamente a terzi, che, secondo i Carabinieri, sono stati acquistati in assenza di redditi leciti compatibili. La confisca comprende abitazioni, conti correnti, libretti di risparmio, terreni e beni aziendali. Inoltre, un provvedimento di sequestro da 600 mila euro, tra due abitazioni a Misilmeri, un’automobile e sette rapporti bancari, è stato eseguito a carico di Giampiero Pitarresi, già arrestato nel 2015, attualmente detenuto, e condannato in secondo grado a 14 anni perché presunto affiliato alla famiglia mafiosa di Villabate. Pitarresi già nel 2009 fu condannato perché presunto componente del gruppo che supportò il viaggio in Francia, a Marsiglia, di Bernardo Provenzano per sottoporsi a un intervento in una clinica privata.

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