La Procura di Agrigento, tramite il sostituto procuratore, Elenia Manno, ha chiesto al Tribunale il rinvio a giudizio di 27 imputati nell’ambito dell’inchiesta cosiddetta “Criminal Drinks”. La prima udienza preliminare è in calendario il prossimo 3 novembre innanzi al giudice per le udienze preliminari, Micaela Raimondo. I 27 sono quasi tutti residenti fuori Sicilia, anche all’estero, tranne Antonio Crapanzano, 58 anni, di Favara. Le indagini ruotano intorno alla concessione, nel settembre del 2014, di una licenza per l’attivazione di un deposito fiscale di prodotti alcolici a Favara a favore di un cittadino belga. Ebbene, in poco tempo, il volume degli alcolici gestiti sulla carta dal deposito è risultato superiore in modo incompatibile rispetto a quanto materialmente lo stesso deposito avrebbe potuto contenere, anche perché, dopo il deposito del prodotto non è risultata la successiva cessione. Dunque, tramite un sistema di controllo comunitario, è stato accertato che le spedizioni di prodotti sono risultate inviate ma non giunte a destinazione al deposito. Di conseguenza sono stati accertati migliaia di falsi trasporti di prodotti alcolici in diversi depositi fiscali fittizi italiani, creando così ingenti sacche di evasione fiscale. Infatti, l’accisa sarebbe stata evasa per 55 milioni di euro, e l’ Iva per 13 milioni di euro, oltre a tutte le imposte dirette. La Procura di Agrigento è competente in quanto la commissione del reato inizia a Favara nel 2014.

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